No Justice Without Life

 No alla pena di morte, Comunità di Sant'Egidio

 

Cappellano Gesuita del braccio della morte : “ Noi autorizziamo la vendetta distruggendo molte vite ”

24 aprile 2014.  Padre George Williams, gesuita, 56 anni, da cappellano nel braccio della morte di San Quentin, in California, uno dei bracci della morte più numerosi degli Stati Uniti, con 750 detenuti.Visitando coloro che tutti considerano dei mostri immeritevoli di qualsiasi assistenza e attenzione ha scoperto che aveva a che fare con esseri ancora molto umani, con una dignità ed un valore, che Dio ama.  Padre George prova ad ispirarsi alle parole dell'Apostolo Paolo che invita a ricordarsi dei carcerati, "come foste carcerati con loro". leggi tutto >


Iran: madre della vittima sospende l'esecuzione in piazza. La storia di Balal

La madre della vittima ha salvato l'assassino di suo figlio. E' successo dopo una campagna di mobilitazione. Piangeva e ha chiesto perdono" ha detto la madre della vittima "Gli ho dato uno schiaffo, questo mi ha calmata. Gli ho detto - ti punisco per il male che mi hai fatto - ma sono credente." Poi ha detto alla folla che è difficile avere la casa vuota e senza figli, e ha raccontato che quattro anni prima ha perso un altro figlio a causa di un incidente.
La gente è ammutolita, ha applaudito e alcuni piangevano. Anche un agente si è commosso. leggi tutto >


Salva Satinah! Il governo indonesiano paga la cauzione per salvare la vita della connazionale domestica in Arabia Saudita

5 aprile 2014.  Era stata condannata nel 2011 per furto e omicidio con l'accusa di aver ucciso nel 2007 la propria datrice di lavoro - in risposta ai maltrattamenti subiti - e di aver rubato per fuggire. L'esecuzione della sentenza era prevista per giovedì 3 aprile, ma la sua vicenda nelle ultime settimane aveva attirato l'attenzione di cittadini e società civile nel Paese d'origine; in molti si sono attivati con campagne di sensibilizzazione mirate alla raccolta del denaro necessaria per per salvarle la vita. leggi tutto >


Comunità di Sant'Egidio: la gioia per la liberazione del Sig. Iwao Hakamada

29 marzo 2014.  La Comunità di Sant'Egidio ha accolto con gioia la notizia della liberazione del sig. Iwao Hakamada avvenuta il 27 marzo, dopo 48 anni di prigionia nel braccio della morte. Sant'Egidio ha seguito con attenzione il caso del Sig. Hakamada e augura a lui la salute, lo sostiene con l'amicizia, auspica che la riapertura del processo sul suo caso porti presto la pieno riconoscimento della sua innocenza. Esprime apprezzamento nei confronti del giudice Hiroaki Murayama. Che il suo esempio possa essere seguito da molti rappresentanti della magistratura e delle autorità della giustizia governativa.
leggi tutto >


Il Rapporto annuale di Amnesty International sulla pena di morte

28 marzo 2014.  Secondo il rapporto annuale di Amnesty International sulla pena di morte, insieme ad allarmanti livelli di esecuzioni in un gruppo isolato di paesi, soprattutto i due mediorientali,si registra una complessiva diminuzione delle condanne e delle esecuzioni. Trent'anni fa, il numero dei paesi che avevano eseguito condanne a morte era stato di 37. Il numero era sceso a 25 nel 2004 ed è ulteriormente sceso a 22 l'anno scorso. Nell'ultimo quinquennio, solo nove paesi hanno fatto ricorso anno dopo anno alla pena capitale. "Il percorso a lungo termine è chiaro: la pena di morte sta diventando un ricordo del passato. Sollecitiamo tutti i governi che ancora uccidono in nome della giustizia a imporre immediatamente una moratoria sulla pena di morte, in vista della sua abolizione", ha concluso Shetty. In molti paesi che ancora vi ricorrono, sottolinea il rapporto di Amnesty International, la pena di morte è circondata dal segreto e in alcuni casi le autorità neanche informano le famiglie e gli avvocati, per non parlare dell'opinione pubblica, sulle esecuzioni in programma. leggi tutto >


Sospesa l'esecuzione di Michelle Byrom nello stato del Mississippi

26 marzo 2014. Il Mississippi stava per procedere alla prima esecuzione di una donna dal 1944. L'ex giudice della Corte suprema dello stato Oliver Diaz Jr.aveva detto: “se l'esecuzione avverrà ne saremo tutti complici, dato che in questo caso tutto è stato fatto meno che fare giustizia”. Gli avvocati della Byrom hanno ottenuto una breve sospensione e sperano che il giudice approverà la loro mozione per chiedere l'autorizzazione a presentare ricorsi aggiuntivi nel caso di specie, secondo l'agenzia di notizie.

leggi tutto >


Il vescovo copto cattolico di Assiut: "La Chiesa è sempre contro la pena di morte"

26 marzo 2014.  “La situazione è complessa. C'è la durezza di un giudizio, che non è definitivo, e occorre aspettare. In ogni caso, la Chiesa è contro la pena di morte. Dal punto di vista della coscienza cristiana, la condanna capitale non può mai rappresentare la strada per risolvere i problemi in modo giusto”. Così si esprime il Vescovo copto cattolico di Assiut, Kyrillos William, in merito alle 529 condanne a morte emesse contro i sostenitori dei Fratelli Musulmani da parte della Corte di Minya. “Molti”, spiega Anba Kyrillos all'Agenzia Fides, “dubitano che il Gran Mufti confermerà le condanne. Già in altre occasioni i giudici che hanno emesso la sentenza si erano distinti per aver comminato pene durissime. In molti chiedono che siano prese pene esemplari contro le violenze settarie. Ma la pena di morte non può rappresentare la soluzione”.
leggi tutto >


Dal Comitato Diritti Umani un appello perché l'Egitto applichi la risoluzione dell'ONU per una moratoria universale

26 marzo 2014.  Dal Parlamento italiano inviamo un appello a che la pena di morte venga esclusa dalle sanzioni che possono colpire le opposizioni politiche in Egitto e perché l'Egitto applichi la Risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU per una moratoria universale delle esecuzioni sulle condanne definitive. "Sono profondamente preoccupato per la stessa possibilità di una riconciliazione nazionale - conclude in una nota Marazziti -se sentenze come queste non vengono rapidamente annullate e se la vendetta politica di massa -anche per via legale- diventa il modo in cui l'Egitto intende ridurre la violenza nel Paese e superare la critiche ha portato alla deposizione del presidente Morsi.
leggi tutto >


L'Onu le condanne a morte di massa sono una violazione dei diritti umani

25 Marzo 2014.  La condanna a morte decisa ieri dalla giustizia egiziana nei confronti di 529 sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi e' una violazione delle leggi internazionali sui diritti umani. Lo ha detto il portavoce dell'Alto Commissariato dell'Onu, Rupert Colville, secondo il quale ''l'incredibile numero di persone condannate a morte in questo caso non ha precedenti nella storia recente. L'imposizione di una pena di morte di massa dopo un processo caratterizzato da irregolarita' e' una violazione delle norme internazionali sui diritti umani".


Preoccupazione per le 529 condanne a morte in Egitto

25 marzo 2014. Più di 500 partigiani del presidente islamista Mohamed Morsi, destituito dall'esercito, sono stati condannati a morte per le violenze commesse la scorsa estate.  Dei 529 condannati alla pena capitale, fin dalla seconda udienza del processo aperto sabato scorso a al-Minya, a sud del Cairo, solo 153 sono attualmente in stato di detenzione.
La Comunità di Sant'Egidio esprime preoccupazione per una condanna così estrema.  Una pena durissima che, associata al numero così alto di condannati, induce a chiedere clemenza a sperare che presto tale decisione venga modificata o mitigata.

leggi tutto >


Riunione-dibattito di alto livello sul tema della pena di morte al Consiglio dei Diritti dell'Uomo

17 marzo 2014.  Il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-Moon si è felicitato per la crescita e il rafforzamento della tendenza all'abbandono della pena capitale manifestatasi a partire dall'appello lanciato nel 2007 dall'Assemblea Generale in favore della Moratoria  universale. L'Alto Commissario per i Diritti dell'Uomo Navi Pillay, ha dichiarato che circa  160 paesi sui 193 Stati Membri dell'ONU avevano sia abolito sia decretato una moratoria della pena di morte.  Ha inoltre presentato i tre principali  motivi per l'abolizione della pena di morte: il rispetto del diritto alla vita e il diritto a non subire trattamenti crudeli, inumani e degradanti; il rifiuto di rischiare di condannare degli innocenti; l'assenza di effetto dissuasivo di questa pena. leggi tutto >


Il tribunale della Comunità degli Stati Africani dell'Est chiede alla Nigeria di fermare la pena di morte

Il Governo Federale della Nigeria ha ammesso che rispetterà la decisione della Corte di Giustizia di ECOWAS che chiede di bloccare ulteriori esecuzioni capitali di condannati nel braccio della morte.



leggi tutto >


Riconosciuto innocente dopo aver trascorso 30 anni nel braccio della morte

Glenn Ford, 64 anni, ora è un uomo libero. La Louisiana lo ha scarcerato ammettendo un clamoroso errore giudiziario dopo 30 anni. Una giuria (di «soli bianchi», ci tengono a precisare gli osservatori) lo riconobbe colpevole di avere ucciso un gioielliere, Isadore Rozeman, 56 anni, durante una rapina. "Non posso tornare indietro e fare quelle cose che avrei potuto fare a 40 anni. Ho un figlio che era un bambino quando mi hanno arrestato, adesso è un uomo adulto con dei figli..." leggi tutto >


L'America si allontana dalla pena di morte. L'Arkansas fa un passo indietro

17 febbraio 2014. Un giudice dell'Arkansas ha deciso di bloccare tutte le esecuzioni previste fino a quando non verrà rivisto il metodo di applicazione della pena capitale. Tutti gli Stati americani che praticano la pena di morte sono coinvolti nel problema.  l giudice Wendell Griffen ha deciso di dare ragione ai nove condannati a morte i quali hanno chiesto la sospensione delle condanne in Arkansas. La legge vigente infatti parla di barbiturici per svolgere le esecuzioni ma non precisa quali e non fornisce altre indicazioni sulla formazione del personale che pratica l'iniezione. La Comunità di Sant'Egidio auspica che la controversia si risolva, che non si violi ancora l'8° emendamento che protegge da una “punizione crudele ed insolita" e che presto la pena di morte venga sospesa in tutti gli Stati. leggi tutto >


Papa Francesco incontra la madre e i legali difensori di Victor Saldano, condannato a morte in Texas

5 febbraio 2014.  Anche la Comunità di Sant'Egidio di Buenos Aires, da sempre impegnata per la lotta alla pena di morte e per la salvezza di Vìctor, accompagnerà la delegazione. L'avvocato Vegas ha spiegato che i ricorsi fanno riferimento all'asserita discriminazione razziale che ha pesato sul processo, a presunti vizi del sistema giudiziario texano, a ipotesi di violazione dei diritti umani, nonché allo stato di totale prostrazione psicologica del detenuto dopo 17 anni nel "braccio della morte". "Parleremo al Pontefice, simbolo a livello mondiale per la forza della sua autorita' morale - ha detto il legale -, e gli faremo presente come tra le nostre richieste ci sia il fatto che Saldano, in virtu' del suo stato psicologico, sia almeno detenuto in un carcere comune". leggi tutto >


Le lettere che spezzano le sbarre

29 dicembre 2013.  Negli anni, tante corrispondenze hanno mostrato che avere qualcuno a cui scrivere scandisce il tempo, apre uno spazio di affetto, aiuta a non perdere la fiducia. I giorni passano tutti uguali e niente li distingue l'uno dall'altro.
Da "Famiglia Cristiana" un nuovo appello a mandare una cartolina di auguri per l'anno nuovo a Anthony Farina, condannato a morte ingiustamente, da molti anni nel braccio della morte. Per lui, come per tanti condannati capitali, scrivere e ricevere posta è come rompere le sbarre per far passare le parole e l'affetto che vengono da fuori. leggi tutto >


La Capitale del Texas parla coraggiosamente contro la pena di morte.

Austin, capitale del Texas, lo stato in cui avvengono gran parte delle esecuzioni negli USA, si unisce all'iniziativa "cities for life", che riunisce insieme 1600 città del mondo per dire no alla pena di morte. Per la prima volta sotto il Municipio della città un gruppo di manifestanti di Pax Cristi e altre organizzazioni cattoliche. I militanti hanno letto ad alta voce i nomi dei 507 condannati a morte uccisi da quando nel 1982 è stata reintrodotta la pena capitale. Certo ad Austin non si è potuto illuminare un edificio pubblico, come dal 2002 succede a Roma con la bellissima illuminazione del Colosseo grazie all'iniziativa della Comunità di Sant'Egidio, ma lavoreremo per aiutare i texani a essere coscienti che esiste un'alternativa alla pena capitale e anche il Texas cambierà opinione.  leggi tutto >


Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

Città per la vita - Blog

 
 

NO alla pena di morte
Comunità di Sant’Egidio
p.zza Sant'Egidio, 3/A, 00153, Roma
tel +39.06.899.22.34
fax +39.06.580.01.97
abolition@santegidio.org

Con il contributo di
     
Commissione Europea