Cities For Life 2012 − L'evento
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VII Congresso Internazionale dei Ministri della Giustizia
Sala Borromini, via Garibaldi 27
Roma 27 novembre 2012
Dai Ministri della Giustizia riuniti a Roma riflessioni e impegni concreti
"per un mondo senza pena di morte"
«Giustizia e vita sono due parole che stanno o cadono insieme, non c’è l’una senza l’altra, se togli una, cade l’altra, se togli la vita, cade la giustizia, è un punto saldo, fermo, per la riflessione, ma anche un programma d’azione ed un impegno politico». E’ quanto ha detto il Ministro della Giustizia italiano, Paola Severino, aprendo stamane i lavori del VII Congresso internazionale dei Ministri della Giustizia “Per un mondo senza pena di morte”, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio con il sostegno della Commissione Europea e della Confederazione Svizzera.
Nel corso dei lavori, aperti dal Presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, il Ministro Severino ha ringraziato l’organizzazione fondata da Andrea Riccardi perché «abbina all’impegno concreto la riflessione teorica», e ha promesso che anche oltre il suo impegno ministeriale, «finché esisterà un solo condannato a morte, ci opporremo fermamente a tale pratica».
Robert Badinter, ministro della giustizia francese dell’epoca Mitterand, l’uomo che nel 1981 presentò all’Assemblea Nazionale il disegno di legge per l’abolizione della ghigliottina, ha ricordato i grandi passi avanti che sono stati fatti nella lotta contro la pena di morte. «Quando la Francia abolì la pena capitale, ha detto, eravamo il 37° paese a farlo. Oggi sono oltre 150 i paesi che hanno abolito o sospeso la pena capitale, e l’abolizione è divenuta opzione maggioritaria». Badinter, inoltre, ha affermato che «uno Stato non può dichiararsi paladino dei diritti umani se poi pratica in casa sua la pena di morte» ed ha aggiunto che non può esistere una giustizia che uccide, perché la pena di morte è il luogo dove si manifestano i peggiori veleni della giustizia, come il razzismo e la discriminazione. Non ho mai visto – ha aggiunto – un figlio di banchiere o di un grande avvocato finire nel braccio della morte».
Mario Marazziti, portavoce di Sant’Egidio e vice presidente della Coalizione Mondiale Contro la Pena di Morte, ha ricordato che «quando lo Stato uccide in nome della comunità abbassa tutta la comunità al livello di chi uccide». Per dimostrare come la pena di morte c’entri poco con la giustizia ha fatto presente come una recente indagine statunitense ha dimostrato che delle 15.978 sentenze eseguite nella storia degli USA, solo 30 hanno riguardato bianchi che avevano ucciso neri, mentre negli altri 15.948 casi le esecuzioni hanno riguardato membri di varie comunità etniche per aver ucciso dei bianchi.
CITIES FOR LIFE
E’ in corso la decima Edizione della Giornata delle "Cities for life" 2012. Il titolo generale, globale, di quest'anno: "Per un mondo senza pena di morte".
Il messaggio si è consolidato nel tempo e le iniziative, quest'anno davvero numerosissime, si concentrano nelle giornate 29-30 novembre, partendo da Roma, dal Colosseo, in una maratona che tocca tutti gli ancoli della terra.
L’obiettivo: il coinvolgimento organico e permanente delle amministrazioni cittadine, capaci di ascoltare e di dar voce alle istanze più illuminate della loro cittadinanza. Le città che aderiscono a “Cities for Life” hanno a disposizione nel sito web uno spazio dove mettere on-line le loro iniziative per la campagna (illuminazione monumenti, eventi pubblici, conferenze, spettacoli teatrali, ecc.) e collegare con dei link le pagine prodotte su altri siti. Per invitare la propria città a partecipare al Movimento delle Città Contro la Pena di Morte è possibile contattare la segreteria di coordinamento (abolition@santegidio.org; info@citiesforlife.net) per avere accesso ai materiali già esistenti per la mobilitazione e la comunicazione (filmati, dichiarazioni di testimoni internazionali, invito a testimoni significativi) e avere conoscenza delle diverse iniziative nel mondo per potere suggerire a chi vuole impegnarsi e ai responsabili delle città una lista graduale di iniziative e azioni.
Al 30 novembre 2012 aderiscono 1600 città di 88 paesi diversi nel mondo, di cui 70 capitali. Le città danno vita a mobilitazioni, marce, sit in, spettacoli, assemblee pubbliche, in scuole e università, si riuniscono in consiglio per deliberare mozioni di adesione all'iniziativa, pubblicano la notizia sui loro siti e le diffondono, offrono spazio ai cittadini, allle associazioni, che desiderano proporre iniziarive.
Ogni città che aderisce mette a disposizione come “logo vivente” il monumento principale che diventa “parlante” per illuminazione diversa, perché oggetto di proiezioni che sottolineano l’impegno e il dialogo con i cittadini per un mondo senza pena di morte.
La Giornata Internazionale delle Città per la Vita/Città contro la Pena di Morte rappresenta la più grande mobilitazione contemporanea planetaria per indicare una forma più alta e civile di giustizia, capace
di rinunciare definitivamente alla pena capitale. Si tratta di un’importante opportunità per stabilire un dialogo con le società civili, il coinvolgimento degli amministratori in un percorso di abolizione della pena di morte, capace di diventare una pratica costante e una caratteristica identitaria della città che aderisce e dei suoi cittadini. In tal modo si aprono occasioni di coinvolgimento di strati più larghi della società civile anche in aree in cui la pena di morte è praticata, rafforzando l’iniziativa di attivisti e organizzazioni locali all’interno di una rete internazionale.
L’invito ad aderire alle diverse città e la responsabilità delle iniziative è aperta alla collaborazione di tutti i soggetti abolizionisti del mondo e può essere animata oltre che dalla Comunità di sant’Egidio anche dalle organizzazioni umanitarie e dagli attivisti più impegnati città per città. E’ una occasione di sensibilizzazione della cittadinanza, di gruppi specializzati (studenti, insegnanti, giuristi, opinion leader, amministratori, testimonial, stampa e giornalisti).

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Approfondimenti
Nel 2002, la Comunità di Sant’Egidio ha lanciato la prima Giornata Mondiale delle “Città per la vita-Città contro la Pena di morte” (Cities For Life, Cities Against the Death Penalty), il 30 novembre di quell’anno. La data è stata scelta, come è noto, perché ricorda la prima abolizione della pena capitale: quella del Granducato di Toscana, il 30 novembre 1786.
Con l’iniziativa si chiede ad ogni città un gesto visibile ai cittadini e al mondo. Questo gesto, preferibilmente l’illuminazione di un monumento significativo della città, si accompagna all’adesione alla moratoria universale da parte del Consiglio comunale e ad un impegno concreto nella sensibilizzazione della società civile. Circa 80 città hanno partecipato alla prima edizione nel 2002. Oggi sono quasi mille, tra cui 55 capitali nei cinque continenti, le città che prendono parte a questa Giornata, con iniziative a carattere educativo e spettacolare che vedono coinvolti monumenti o piazze-simbolo e con interventi mirati alla sensibilizzazione dei cittadini. La città di Roma ha scelto il Colosseo, Bruxelles l'Atomium, Barcellona la piazza della Cattedrale, solo per citarne alcune.