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January 12 2009 | IRAN

Iran

Two men executed by stoning. A third one avoids death being able to run away, but his health conditions are very bad. Other 11 people waiting to be killed this way

 
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AGI

PENA DI MORTE: DUE UOMINI LAPIDATI PER ADULTERIO IN IRAN

Teheran, - Due esecuzioni per adulterio sono state effettuate in Iran con il barbaro e primitivo sistema della lapidazione: le vittime pero' non erano donne, come accade di solito, bensi' uomini. Un terzo condannato a morte, un cittadino afghano identificato solo come Mahmoud, ha invece riportato gravi ferite ma e' comunque riuscito a salvarsi perche' in qualche modo e' stato capace di divincolarsi dalla buca per terra nella quale era stato imprigionato, prima di essere bersagliato a sassate: secondo l'intepretazione locale della 'sharia', la legge coranica, se il reo fugge ha salva la vita; cosa relativamente meno difficile per gli uomini rispetto alle donne, giacche' i primi sono interrati fino alla vita, mentre le seconde sepolte fino all'altezza delle spalle. Teatro del macabro rituale, eseguito alla fine di dicembre, un cimitero di Mashhad, nel nord-est del Paese. La vicenda, riportata dal quotidiano filo-riformista 'Etemad Melli', e' stata denunciata da un gruppo di avvocati e di attivisti per i diritti femminili, che si sono appellati al capo della magistratura, l'ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi, affinche' "si ponga fine a questo tipo di punizione" nella Repubblica Islamica.

Nel 2002 lo stesso ayatollah Shahroudi, il quale pure appartiene all'ala dura del regime, emano' una direttiva che imponeva una moratoria sulle lapidazioni; e in agosto l'ordine giudiziario annuncio' di aver abrogato tale sistema di applicazione della pena capitale dal nuovo codice penale iraniano. La normativa e' gia' stata adottata in linea di principio dal Majlis, il Parlamento monocamerale di Teheran: ma, per entrare definitivamente in vigore, occorre ancora un formale dibattito in aula tra i deputati. Teoricamente, e qualche volta anche di fatto, in Iran resta cosi' possibile che un condannato sia giustiziato a sassate; anche se spesso le sentenze sono state sospese e commutate in pene detentive, magari accompagnate da un numero variabile di frustate. Attualmente nelle carceri della Repubblica Islamica sono in attesa di lapidazione due uomini e otto donne, mentre per altre quattro di queste ultime e' appunto intervenuta una commutazione.

La pena di morte in ogni caso continua a essere applicata con regolarita' in larga parte del mondo islamico, e in particolare in Arabia Saudita: l'ultimo caso in ordine di tempo, reso noto da fonti del ministero dell'Interno, e' quello di un individuo, tale Khaled bin Dhahawi Hamoud, decapitato oggi stesso ad Arar, nel nord del regno wahabita; era stato condannato per l'omicidio a coltellate di un certo Sultan al-Rawili. Particolare degno di nota, mentre la vittima era cittadino saudita l'omicida, pur vivendo nel Paese, era privo della nazionalita' perche' appartenente a una delle tribu' nomadi che vivono del deserto, i cui membri sono considerati persone ai margini della societa' in molti Paesi arabi. E' stata la quarta esecuzione in Arabia Saudita dall'inizio del 2009; l'anno scorso furono in tutto ben 102.

 

Ansa

IRAN: DUE LAPIDATI, TERZO RIESCE A FUGGIRE MA E' GRAVE

TEHERAN - Due uomini sono stati messi a morte tramite lapidazione in Iran alla fine di dicembre, mentre un terzo, pur gravemente ferito, si e' salvato solo perche' e' riuscito - come consente la legge - a divincolarsi dalla buca in cui era stato sepolto. Lo hanno riferito oggi un gruppo di attivisti per i diritti umani e avvocati citati dalla stampa di Teheran.

Le esecuzioni, secondo un comunicato degli attivisti pubblicato dal sito Internet del quotidiano riformista Etemad Melli, sono avvenute il 26 dicembre in un cimitero poco fuori dalla citta' di Mashhad, nel nord-est dell'Iran. L'uomo che e' riuscito a mettersi in salvo nonostante i colpi infertigli, e' di origine afghana e si chiama Mahmud. Dei due giustiziati si e' riusciti solo a sapere che uno si chiamava Hushang Kh. ed era stato condannato per adulterio. Sull'altro non si ha alcun particolare. Il sito di un'organizzazione per i diritti umani riferisce che anche la donna con la quale Hushang Kh. aveva una relazione extraconiugale e' stata condannata allo stesso supplizio ed e' in attesa dell'esecuzione, cosi' come altre dieci persone rinchiuse nelle carceri iraniane.

Nel 2002 il capo dell'apparato giudizIario, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva emesso un decreto per sospendere l'esecuzione delle condanne alla lapidazione, nell'ambito di un dialogo con la Ue sui diritti umani. Ma cio' non ha impedito a singoli giudici di emettere le condanne e, in alcuni casi, di farle eseguire. Le autorita' di Teheran hanno ammesso che un uomo, Jafar Kiani, e' stato lapidato nel luglio del 2007 nella provincia nord-occidentale di Qazvin, mentre attivisti per i diritti umani hanno detto che un uomo e una donna erano stati lapidati a Mashhad nel maggio del 2006. In Iran, dove la pena di morte e' normalmente eseguita tramite impiccagione per numerosi reati, tra i quali l'omicidio, la rapina a mano armata, il traffico di droga, lo spionaggio e l'omosessualita', e' prevista la lapidazione per i colpevoli di adulterio. In tal caso il condannato viene sepolto fino alle ascelle se donna, o fino alla cintola se uomo e viene colpito con pietre che non devono essere troppo piccole ne' abbastanza grandi per provocarne immediatamente la morte. Se riesce a fuggire, ha appunto salva la vita.

 

AFP

Iran: deux hommes exécutés par lapidation

TEHERAN - Deux hommes ont été exécutés par lapidation et un troisième a réchappé à cette peine dans le nord-est de l'Iran fin décembre dernier, a rapporté dimanche le quotidien Etemad Melli citant des militants des droits de l'homme.

"Trois hommes ont été lapidés pour adultère, au cimetière Behesht Reza de (la ville de) Mashhad", au cours de la première semaine (21 au 26 décembre) du mois iranien de Day, a dit le journal en citant un communiqué "d'avocats et de défenseurs des droits des femmes". "L'un d'eux, un citoyen afghan appelé Mahmoud, a pu se sauver du trou (creusé) pour la lapidation tout en étant grièvement blessé, mais les deux autres sont morts", a poursuivi Etemad Melli, identifiant un des deux condamnés sous le nom de Houshang Kh.

Les autorités n'ont pas commenté l'information. Le chef du pouvoir judiciaire, l'ayatollah Mahmoud Hachémi Shahroudi, avait émis en 2002 un décret suspendant l'application des peines de lapidation. Selon la loi islamique en vigueur en Iran, l'adultère est punissable de lapidation. Le condamné est placé dans un trou et enterré jusqu'à la taille s'il est un homme et jusqu'au cou s'il est une femme. Il a la vie est s'il arrive à en sortir. Les pierres utilisées ne doivent être ni trop petites, ni trop grosses. Le communiqué a exprimé sa "préoccupation devant l'application de la peine de lapidation contrairement à l'ordre de l'ayatollah Shahroudi".

Le grand quotidien de la région de Mashhad, Khorasan, avait rapporté le 1er janvier l'exécution d'un dénommé Houshang Kh., mais par pendaison, en mentionnant son appartenance à la foi bahaïe, qui n'est pas reconnue en Iran. Le décret de l'ayatollah Shahroudi n'a pas toujours été respecté, comme en juillet 2007, où un homme, Jafar Kiani, reconnu coupable d'adultère, a été lapidé.

Actuellement, huit femmes et deux hommes font l'objet d'une condamnation à la lapidation, selon le communiqué cité par Etemad Melli, qui précise que quatre femmes condamnées à la même peine l'ont vue commuée en peines de prison et coups de fouet.

Un groupe d'avocats iraniens, incluant la défenseur des droits des femmes Shadi Sadr, mène campagne depuis des années pour exclure la lapidation du code pénal.

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