Donations to the Community of Sant'Egidio are tax deductible
under current regulations

Also this year it can target the 5x1000 to the Community of Sant'Egidio
Write the number 80191770587 in the tax return

Andrea Riccardi: on the web

Andrea Riccardi: on social networks

Andrea Riccardi: press review

change language
you are in: no death penalty - news contact usnewsletterlink

Support The Community

 
July 17 2011 | PAKISTAN

Pakistan

Paul Bhatti: better working in silence to save Aasia Bibi

 
printable version

AVVENIRE

Asia Bibi  - Bhatti: lavoriamo in silenzio, strategia che paga

Paul Bhatti, esperienza biennale come medico in Italia ma rientrato in Pakistan lo scorso marzo dopo l’assassinio del fratello Shahbaz, è personaggio di riferimento per l’impegno di pacificazione e integrazione della comunità cristiana del suo Paese. Ancor più dopo il decentramento del ministero per le Minoranze, di cui è stato a capo per un breve periodo. Bhatti, che è Consigliere speciale del Primo ministro per gli Affari delle Minoranze religiose, presiede anche l’Alleanza di tutte le minoranze del Pakistan, organizzazione impegnata a sostenere una maggiore presenza dei cristiani nella politica e nella società.
Da tempo su Asia Bibi sembra essere sceso il silenzio: forse perché la sua vicenda è considerata superata o senza speranza?
No. Asia Bibi non è condannata a morte da una sentenza definitiva. Quello che stiamo cercando di fare è di proteggerne l’incolumità e insieme di cercare un accordo con i giudici, ma tenendo un basso profilo, per non inasprire gli animi. Sono il primo a dire che il silenzio su quanto sta succedendo alle minoranze nel mio Paese, a Asia e ad altre come lei non è accettabile, ma al momento non c’è altro da fare che cercare compromessi. Posso aggiungere che la vicenda di Asia Bibi ha commosso e anche sconvolto, ma che risolvendo il suo caso non risolveremmo il problema. Quello che vogliamo come comunità cattolica è arrivare a un cambiamento reale, non un impegno sui singoli casi...
Asia Bibi però sembra essere diventata pretesto per un inasprimento delle pressioni sui cristiani e delle minoranze, come pure sui musulmani moderati: è così?
Sì è così, ma ciò conferma anche la buona volontà del governo che a sua volta è in difficoltà. Ho faticato anch’io, abituato a pensare all’italiana, a capire come fosse più opportuno agire. Alla fine ho compreso che occorre puntare comunque a un risultato, anche se all’apparenza inferiore alle aspettative. Ha un senso, sia  per ottenere giustizia in tempi brevi, sia per salvaguardare a lungo termine gli interessi delle minoranze.
Quali sono i pericoli reali per la convivenza in Pakistan e per la comunità cristiana dopo la cancellazione del ministero che in passato fu affidato a suo fratello?
In teoria i problemi non dovrebbero essere di rilievo. Per due ragioni. Intanto perché con la legge sull’autonomia regionale approvata due anni fa, la tutela delle minoranze deve essere trasferita in buona parte a livello provinciale. Se ci sono stati o ci saranno problemi, a questo punto, non credo siano attribuibili a mala fede, ma al fatto che il governo non ha serenità e stabilità e quindi certe procedure restano inattuate. In secondo luogo, perché si dovrebbe andare entro poche settimane verso la formazione di un altro dicastero cui affidare, tra l’altro, il rispetto dei diritti umani. Va detto che negli ultimi mesi il ministero per le Minoranze, ora abolito, ha avuto un potere effettivo solo sotto mio fratello Shahbaz. Se anche il ministero fosse sopravvissuto, non ci sarebbe stato nessuno in grado ora di garantirne un funzionamento efficace. Prima di Shahbaz c’era chi riteneva in buona fede che i cristiani non avessero veri problemi, perché non erano proposti ufficialmente e nemmeno c’era una forte attenzione internazionale.
In che modo lei e altri attivisti per i diritti delle minoranze pensate di agire?
Credo che debba nascere un forum dove vengano identificati i problemi e da cui escano soluzioni. Non un forum politico, però, che non funzionerebbe. Occorre lavorare al di fuori dell’ambito istituzionale sul doppio fronte del sostegno concreto alle situazioni di difficoltà dei cristiani e delle minoranze, per avviarle a una vera integrazione, e sulla sensibilizzazione per la giustizia. Manifestazioni e proteste non aiutano ad essere accettati, mentre assai più efficace è il dialogo, locale e internazionale. Per questo mi sento di lanciare un appello alla comunità internazionale, a partire dall’Italia: se ritengono giusti i nostri obiettivi, le diplomazie devono propiziare un ambiente in cui sia possibile lavorare tutti insieme per proporre e monitorare i risultati. Il Paese ha bisogno di pace.
Stefano Vecchia

RELATED NEWS
October 18 2017

Back from Death Row: Working to End Capital Punishment

October 16 2017
UNITED STATES

U.N. Secretary-General, European Union Ambassador Call for Abolition of “Barbaric” Death Penalty

October 12 2017
VATICAN CITY, VATICAN CITY

Pope Francis calls for end to death penalty: '' it's against the Gospel''


"because it is voluntarily decided to suppress a human life that is always holy in the eyes of the Creator"
October 10 2017

On 15th World Day Against the Death Penalty let us visit the poorest convicts in Africa


Death Penalty and poverty is the main theme of 2017's World Day. The work of Sant'Egidio in African death rows, in the perspective of the World Day of the Cities for Life on November 30th.
IT | EN
October 6 2017

The Texas Journey of Hope - October 13-29


High schools, colleges, churches, conferences, various media outlets, marches, rallies and other venues are ready to deliver the message of "Love and Compassion for all of Humanity"
September 30 2017
UNITED STATES
The Community of Sant'Egidio one month after death remembers

All those working to abolish the death penalty mourns the loss of the dear Ron Carlson, due to a car accident


Ron was a living example that things can really change
all related news

ASSOCIATED PRESS
November 28 2016
AP

High court to examine mental disability, death penalty issue
November 12 2016
Internazionale

Si rafforza la pena di morte negli Stati Uniti
November 11 2016

Al liceo classico “Socrate” di Bari, conferenza “Non c’è giustizia senza vita”
October 24 2016
New York Times

The Death Penalty, Nearing Its End
June 4 2016
The Washington Post

Meet the red-state conservatives fighting to abolish the death penalty
all press-related

VIDEO PHOTOS
53
Video promo Cities for Life 2015
3:22

74 visits

236 visits

52 visits

57 visits

65 visits
all the related media