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27 Dicembre 2007 | KUWAIT

Kuwait

Commutata la condanna a morte di una domestica filippina dopo l'intercessione di Gloria Arroyo presso l'Emiro Sabah al-Ahmad al-Sabah

 
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PENA MORTE: KUWAIT, COMMUTATA CONDANNA A DOMESTICA FILIPPINA         

 

 

   (ANSA-AFP) - KUWAIT,- Una domestica filippina, che era 

stata condannata a morte in Kuwait per aver ucciso il suo datore 

di lavoro, si e' vista commutare la condanna in ergastolo 

dall'emiro dopo un incontro con la presidente filippina Gloria 

Arroyo.

   Sabah al-Ahmad al-Sabah ha detto che normalmente non 

interviene sul potere giudiziario, che e' distinto 

dall'esecutivo. ''Ma dal momento che Lei e' qui - ha detto alla 

Arroyo - per sollecitare di persona un atto di clemenza, io non 

firmero' il decreto di esecuzione. E cio' rientra nelle mie 

prerogative''. 

   La Arroyo, giunta oggi in Kuwait, ripartira' in serata 

dall'emirato.

   Marilou Ranario, 34 anni, era stata condannata a morte nel 

settembre 2005 per aver ucciso il suo datore di lavoro a 

coltellate per una disputa su maltrattamenti e su questioni 

economiche. A febbraio la corte di appello aveva respinto un 

primo ricorso e la corte di cassazione aveva poi confermato la 

sentenza il 27 novembre.

   La vicenda aveva provocato una forte eco nelle Filippine dal 

momento che nell'emirato vivono e lavorano 73.000 filippini, di 

cui circa 60.000 come colf, e che in passato si sono verificati 

numerosi casi di maltrattamenti da parte dei datori di lavoro. 

_______________

KUWAIT: ARROYO RINGRAZIA EMIRO CHE HA SALVATO FILIPPINA CONDANNATA A MORTE

 

 

      Manila,  - (Adnkronos/Dpa) - "Un atto di gentilezza 

dell'emiro". Cosi' la presidente delle Filippine, Gloria Macapagal 

Arroyo, ha salutato la decisione dell'emiro del Kuwait, Sheikh Sabah 

al-Ahmad al-Sabah, di commutare in ergastolo la condanna a morte per 

la domestica filippina che aveva ucciso la sua datrice di lavoro.

 

      Per ottenere la grazia della connazionale la Arroyo si e' recata

ieri in missione nel Kuwait dove la condanna alla pena capitale della 

33 enne Marilou Ranario era stata confermata dalla Corte suprema lo 

scorso 27 novembre. "I nostri Paesi possono essere separati da molte 

miglia e da religioni diverse -ha detto Arroyo- ma condividiamo un 

comune senso di giustizia e di pieta'". Il rientro della presidente a 

Manila e' previsto per domani.

 

      Il caso della Ranario e' un tema particolarmente sentito nelle 

Filippine dove il governo viene accusato di non garantire molte 

protezioni agli oltre 8 milioni di lavoratori emigrati all'estero che 

lo scorso anno hanno garantito rimesse per 14 miliardi di dollari, il 

10% in piu' dei 12,8 miliardi di dollari inviati ai parenti in patria 

nel 2005.

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