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6 Febbraio 2008 | NIGER

Niger

A Niamey un incontro organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio per discutere dell'abolizione della pena capitale

 
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Comunità di Sant’Egidio

 

NIGER

In Niamey a meeting organized by the Community of Sant’Egidio on the abolition of the death penalty.

 


Lutte pour l’abolition de la peine de mort au Niger”

Niamey – NIGER

12 gennaio 2008 

Nel quadro della campagna che ha visto la Comunità di Sant’Egidio particolarmente impegnata in Africa a favore dell’abolizione della pena capitale ed a un mese esatto dall’approvazione della risoluzione sulla moratoria all’ONU, si è svolto lo scorso 12 gennaio a Nyamey, capitale del Niger, la conferenza dal titolo “Lut pour l’abolition de la peine de mort au Niger”.

Nel corso dell’incontro, che  ha visto la partecipazione di numerosi universitari, diversi relatori hanno sottolineato la rilevanza storica di tale voto ed hanno inteso anche valorizzare la posizione del Niger, il cui rappresentante si è astenuto sia in Commissione che in Assemblea Generale.

Il dibattito, ripreso con un lungo servizio anche dalla TV di Niamey trasmesso dal telegiornale delle 20,00 come prima notizia, ha destato vivo interesse particolarmente tra i giovani, in un Paese come il Niger, in cui da oltre 30 anni non vi sono esecuzioni e pertanto viene annoverato tra gli antesignani degli abolizionisti de facto.

All’incontro sono intervenuti alcuni esponenti molto qualificati nel panorama politico nigerino. 

Dopo un primo intervento che ha messo in risalto la necessità di riformare alcune norme dell’ordinamento giudiziario oramai superato, c’è stato l’intervento appassionato e ragionato dell’on. Mohamed Bazoum capo dell’opposizione all’Assemblea Nazionale ed ex Ministro degli Affari Esteri.

Bazoum ha affermato che “una giustizia armata non è giustizia vera”.

Inoltre si è chiesto ed ha invitato a chiedersi “se è accettabile che una società abbia il diritto sulla vita umana”. Inoltre, citando Platone, ha anche affermato che “l’uomo non è un animale e può essere rieducato” ed ha aggiunto che “la redenzione è per tutti anche per i peggiori che hanno la facoltà di tornare ad essere uomini, buoni cittadini, buoni credenti”. Ha detto inoltre, che “mantenere la pena di morte è un discorso debole e così la giustizia rimane debole e disumana”. Ha concluso dicendo: “noi siamo umani comportiamoci da umani e lavoriamo per la prevenzione” e si è definito “un partigiano contro la pena di morte, una scelta (ha detto) che va contro i miei interessi di politico che non segue i sentimenti della gente che mi vota”. Nel suo intervento ha più volte citato ed elogiato la Comunità di Sant’Egidio, perchè lotta per un mondo senza pena di morte e per l’ impegno che esercita nel cercare la pace in tante situazioni difficili del mondo.

Tra i numerosi interventi anche alcuni favorevoli alla pena capitale, sebbene ciò anche va registrato, le posizioni sono state espresse con grande pacatezza e spirito dialettico.

In molti hanno ringraziato Sant’Egidio per il coraggio dimostrato nell’organizzazione della conferenza e per aver aperto uno spazio di riflessione in una società come quella nigerina in cui, sebbene non sia applicata la pena capitale dal 1976, vi è una larga fetta della popolazione che è favorevole ad essa, particolarmente in periodi come questo in cui vi è una forte tensione nel Paese, come dimostrano i recenti sanguinosi attentati nella capitale.
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