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22 Aprile 2008 | GIAPPONE

Japan

Condannato a morte un uomo minorenne all'epoca dell'accaduto

 
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ANSA

PENA MORTE: GIAPPONE, CONDANNA PER DUPLICE OMICIDA MINORENNE

 TOKYO, 22 APR - Era minorenne all'epoca  dell'efferato duplice omicidio, ma al termine del giudizio  d'appello la pena all'ergastolo inflitta in primo grado a un  giovane giapponese e' stata commutata oggi in quella capitale.  Lo hanno riferito oggi i media giapponesi.
''La mancata premeditazione non e' motivo sufficiente per  evitare la pena di morte'', ha commentato Yasuhide Narazaki, il  presidente dell'alta corte di Hiroshima che ha letto il responso  in aula, al termine di un processo che ha attirato l'attenzione  dei media giapponesi sia per l'atrocita' dei delitti sia per la  questione dell'abuso della pena di morte nel Sol Levante.
I fatti risalgono ad aprile del 1999 quando un ragazzo poco  piu' che diciottenne si introduce nella casa di una giovane  donna di 23 anni, violentandola e strangolandola, e alla fine  uccide anche la figlia di appena 11 mesi.
In Giappone i criminali condannati possono essere giustiziati  per impiccagione se hanno almeno 18 anni al momento del delitto,  ma la pena capitale e' rara per i piu' giovani, anche in  considerazione del fatto che la maggiore eta' parte dai 20 anni.
''Non e' qualcosa di cui rallegrarsi. Ho accettato la  decisione del giudice'', ha commentato in una conferenza stampa,  Hiroshi Motomura, marito della donna e padre della bimba, unico  sopravvissuto. ''C'e' una punizione per cui la mia famiglia e'  stata compensata in una certa misura, anche se i risultati  finali sono la morte di mia moglie e mia figlia e dell'omicida.  Non e' un fatto positivo per la societa''', ha aggiunto  Motomura, spesso in tv come testimonial per la pena di morte.
''Ci deve essere una spiegazione perche' non poteva essere  comminata un'altra punizione'', ha commentato da parte sua  Makoto Teranaka, segretario generale di Amnesty International in  Giappone, da sempre in campo contro la massima pena.
Quattro pene capitali sono state eseguite pochi giorni fa nel  Sol Levante, appena due mesi dopo l'ultimo round d'impiccagioni,  in linea con l'attuale indirizzo del ministro della giustizia  per portare i detenuti del braccio della morte a un numero  ''fisiologico''.

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EFE

Imponen en Japón pena de muerte a un convicto de asesinato cuando era menor

Tokio, 22 abr.- El Tribunal Superior de Hiroshima (oeste de Japón) condenó hoy a la pena de muerte a un hombre culpable de asesinar en 1999, cuando era menor de edad, a una mujer y a su hija, según informó la agencia nipona Kyodo.
El juez que dictó la sentencia argumentó que la edad del acusado, 18 años y un mes cuando ocurrió el crimen -la mayoría de edad en Japón es de 20 años-, y alegó que el hecho de que la muerte de las víctimas no fuera premeditada no son razones para "eludir la pena capital".
La defensa del convicto, que ahora tiene 27 años y cuya identidad no se conoce porque el delito fue cometido cuanto todavía era menor de edad, apeló esa sentencia de inmediato.
El convicto fue condenado a cadena perpetua en 2000 por estrangular y violar a Yayoi Motomura, de 23 años, y matar a su hija Yuka, de once meses.
Sin embargo, el Tribunal Supremo ordenó la repetición del juicio en 2006.
El marido de Yahoi, Hiroshi Motomura, dijo en una rueda de prensa que después de nueve años se ha producido la sentencia que quería la familia.
Desde 1966 catorce personas han sido condenadas en Japón a la pena de muerte por crímenes cometidos cuando eran menores de 20 años y nueve de ellos ya han sido ejecutados.

_______________

AFP

Japon: peine de mort pour un criminel mineur au moment des  faits

TOKYO, 22 avr 2008  - Un homme a été condamné à mort au  Japon pour le meurtre d'une mère et de son bébé, commis alors qu'il  était mineur, une affaire aux multiples rebondissements judiciaires  qui a ému le pays.
La Cour d'appel de Hiroshima a condamné cet homme à la pendaison  mardi pour avoir, en 1999, étranglé une femme de 23 ans et son bébé  de 11 mois dans leur appartement, puis pour avoir violé la mère  après sa mort.
Le veuf de la victime, Hiroshi Motomura, réclamait publiquement  la corde pour l'accusé depuis des années.
Une attitude singulière au  Japon où les familles de victimes évitent en général toute  apparition publique.
"C'était le jugement qu'il fallait.
J'exprime ma gratitude à la  cour d'appel", a déclaré M. Motomura dans une conférence de presse  retransmise en direct à la télévision.
Agé de 18 ans et un mois au moment des faits, l'accusé avait  évité la peine de mort devant les deux premiers tribunaux qui  l'avaient jugé. En première instance puis en appel, les juges  avaient tenu compte de son âge et du caractère non-prémédité de son  geste et ne l'avaient condamné qu'à la prison à perpétuité.
Mais la Cour suprême du Japon avait renvoyé l'affaire devant les  juridictions inférieures en 2006, estimant que les raisons avancées  pour le dispenser de la peine capitale n'étaient pas valables.
L'âge de la majorité est de 20 ans au Japon, mais la peine de  mort peut être appliquée à toute personne dès l'âge de 18 ans.
Dans son jugement rendu mardi, le juge Yasuhide Narazaki a  considéré le crime "cruel et inhumain" et estimé que l'accusé ne  montrait pas suffisamment de regrets.
Le Japon est le seul grand pays industrialisé, avec les  Etats-Unis, à pratiquer la peine de mort, majoritairement soutenue  par la population.
Les tribunaux ont prononcé davantage de condamnations à mort ces  derniers mois et vingt prisonniers ont été pendus depuis le 25  décembre 2006, date de la rupture d'un moratoire de facto de quinze  mois sur les exécutions.

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