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23 Aprile 2008 | STATI UNITI

USA

Stop alla moratoria, pronte 11 esecuzioni

 
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Repubblica

IN AMERICA RITORNA IL BOIA
Usa, addio moratoria: subito 11 esecuzioni.

di Vittorio Zucconi
WASHINGTON
SETTE mesi soltanto è durata la vacanza del boia in America, da ottobre, quando la macchina dell'omicidio di Stato fu fermata, ad aprile, nell'inverno della speranza tornato a essere la primavera della morte.
DUECENTO giorni di attesa perché la Corte Suprema sentenziasse sulla costituzionalità della triplice flebo letale, tra vane dichiarazioni di moratoria votata dall'Onu, ma non da Bush, e pentimenti di stati come il New Jersey, finiti poche ore dopo la partenza di un Papa che forse aveva creduto, come il proprio predecessore Giovanni Paolo, di essere stato davvero ascoltato e non soltanto osannato. In Alabama, in Texas, nel Mississippi e in Virginia, cinque condannati che credevano di essere scampati alla siringa orasi devono preparare a morire.
Ma in totale sono undici le sentenze sospese e che adesso potranno essere eseguite.
I giuristi stanno ancora discutendo sulla sentenza emessa a larga maggioranza dalla Corte Suprema con sette voti contro due la settimana scorsa. Stanno cercando di capire se quella decisione di costituzionalità sulla triplice iniezione di anestetico, di curaro per paralizzare i muscoli e di cloruro di potassio per fermare il cuore, giudicata "non crudele", sia stata davvero un'autorizzazione a ricominciare alla grande esecuzioni bloccate dall'ottobre scorso dalla Corte stessa, dopo notizie di orrendi pasticci compiuti dai boia, che avevano paralizzato, ma non addormentato le vittime, uccise nei corpi paralizzati con sofferenze silenziose. Ci sono fumoserie, ambiguità, in quella sentenza, manca "una chiara linea di demarcazione" fra la crudeltà di una possibile e involontaria tortura, che sarebbe illegale, e una"morte umana", come ha ammesso uno dei giudici supremi, Antonin Scalia. Ma i governatori di quattro stati hanno avuto fretta di saltare sulla carretta dei giustiziandi.
Dovrà morire a maggio, fra pochi giorni, Earl Wesley Berry, nel Missìssippi, che il 30 ottobre scorso era già stato trasportato nella "camera della morte" di Parchman, nutrito con l'ultima cena e raggiunto dal cappellano del carcere per l'ultimo tragitto verso la barella, quando da Washington arrivò il fax della Corte Suprema, che comunica sempre per fax, con il blocco dell'esecuzione. "Le procedure utilizzate dallo Stato del Mississippi potrebbero non corrispondere a quelle stabilite per l'esecuzione con iniezione letale", obbiettarono i giudici all'undicesima ora, richiamando a loro stessi il fascicolo. A maggio, Earl Wesley Berry, nel braccio della morte da 19 anni per il rapimento, lo stupro e l'omicidio di una donna, vivrà dunque, per la seconda volta, il cerimoniale della propria morte. Con il quoziente di intelligenza di un bambino dell'asilo cuna forma acuta di schizofrenia paranoica, come il condannato che il governatore Bill Clinton fece mettere a morte in Arkansas nel 1980 che chiese di mettergli da parte la cena per consumarla "dopo", potrebbe non capire.
In Texas, sempre in testa nelle classifiche delle esecuzioni e dunque ansioso di ricominciare, andrà al patibolo Carlton Tumer, in attesa da 17 anni. In Alabama lo seguirà sempre in maggio Thomas Arthur, condannato 20 anni or sono per stupro e omicidio, che invano sta chiedendo al governatore Riley di analizzare i reperti biologici, compresolo sperma, trovati sul cadavere della vittima e conservati, Ma inAlabama queste prove sul dna, che soltanto nel 2007 fecero scarcerare perché innocenti sette condannati a morte in vari stati, sono a discrezione del governatore, che rifiuta. I difensori di Arthur insinuano che il governatore lo voglia ammazzare per soddisfare l'opinione pubblica con un gesto di implacabile certezza della pena e così far accettare la decisione controversa di permettere a una multinazionale europea di costruire una colossale acciaieria. La società è la Thyssen Krupp.
In Virginia
, il governatore democratico Tim Kaine era stato il primo a gettarsi sull'ok pronunciato dalla Corte Suprema e ad annunciare, ancora senza data, che due dei suoi ospiti nel braccio della morte dove morì quel Joe O'Dell per il quale Papa Woytjla aveva chiesto invano, con una lettera personale, la grazia, ora potranno costituzionalmente essere iniettati con il triplice cocktail. Sempre nella speranza che le guardie carcerarie incaricate della procedura non ripetano gli stessi errori commessi dai loro colleghi nel Kentucky, dove il penthotal anestetico non fu correttamente somministrato e il condannato morì lucido e immobilizzato dal curaro, sepolto vivo dentro il proprio corpo. Fu quello il caso che spinse la Supreme Court ad avocare a sé il dossier iniezione e a ordinare che d'ora in poi la procedura fosse applicata secondo "standard corretti". La formula che lascia perplessi avvocati e direttori di penitenziari e apre possibili, nuove cause e petizioni perla sua genericità.
Il movimento verso una moratoria generalizzata, provocato dalle pressioni internazionali sugli Stati Uniti, che condividono con Cina, Iran e Arabia Saudita l'incivile primato delle esecuzioni, si è dunque fermato. Almeno nei quattro stati del sud come il Texas, l'Alabama, il Mississippi e la Virginia, dove la forca è specialmente apprezzata, i segnali che erano venuti dall'Illinois, grazie a quel test del dna che hanno scarcerato innocenti già pronti per il boia, il Maryland, New York e la California, dove il patibolo rimane inutilizzato, o il New Jersey, che lo scorso anno si unì definitivamente ai 15 stati che non applicano la pena capitale, sono tornati al via libera per il boia. Neppure i Papi come Woytila e Ratzinger, che hanno sempre espressola loro opposizione alla morte di stato, pur lasciando nella dottrina ufficiale della Chiesa un piccolissimo occhiello aperto per "i casi estremi", hanno mai dissuaso un nazione dove la maggioranza rimane fedele alla legge del taglione. Cattolici compresi, sempre prima americani che cattolici, che per il 60% stanno dalla parte del la vendetta legalizzata.

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CNN

USA: Justices reject more death row appeals

The Supreme Court on Monday denied the appeals of more death row inmates, setting the stage for a possible nationwide resumption of capital punishment in coming weeks or months.
The Supreme Court has set the stage for executions to resume, upholding the method of lethal injection.
The justices without comment on Monday rejected hearings for Carlton Turner of Texas, Earl Berry of Mississippi, and Thomas Arthur of Alabama. The ruling followed last week's decision that lethal injection procedures have been applied properly in another state, Kentucky.
Their executions had been put on hold by the Supreme Court after it said in September that it would consider the similar appeal from Kentucky. But the justices voted 7-2 last week that Kentucky's methods do not amount to "cruel and unusual" punishment.
The Supreme Court also rejected appeals from 7 other death row inmates in Arizona, Ohio, Georgia and Missouri. Those men were not facing imminent execution, and the justices had not previously issued stays in their cases.
No dates have been set for executing the inmates involved in Monday's decisions, and further appeals are expected.
Virginia may be the 1st state to execute a convicted murderer. Kevin Green is scheduled to die by lethal injection on May 27. His execution date was set before the high court ruled in the Kentucky case.
At issue in the appeals was whether the most common method of capital punishment could cause excruciating pain for death row inmates.
The justices had never before directly addressed the fundamental question of the constitutionality of the chemical "cocktail" of drugs used to execute convicted killers.
The 3-drug method is used by some 35 states, plus the federal government. Only 1 of the states that perform executions does not use the 3-drug method.
Virginia said immediately after the decision it was lifting its moratorium. Florida, Oklahoma and Mississippi also announced they would proceed quickly with executions.
The high court's lethal injection ruling gives guidance to other states, some of which may have to modify their procedures to fall in line with Kentucky's method and thereby survive judicial scrutiny.
2 Kentucky inmates had brought suit in federal court 3 years ago, questioning that state's 3-chemical mixture and the procedures used to administer it.
They claimed the 1st drug -- sodium thiopental -- which renders the prisoner unconscious, wears off too quickly, and that some prisoners are actually awake and able to feel pain as the procedure continues.
The 2nd drug -- pancuronium bromide -- paralyzes all muscle movement, which prevents the condemned person from speaking out and expressing awareness of the pain, according to the inmates' suit, and the 3rd drug, potassium chloride, which induces cardiac arrest, is "excruciatingly painful in a conscious person," it said. Only 26 people were executed in the United States last year, the lowest total in more than a decade.
No executions have taken place this year.

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