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7 Maggio 2008 | IRAN

Iran

Minori: condannato a morte a 17 anni

 
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ANSA

IRAN; UCCISE 'RIVALE', CONDANNATO 17ENNE - I DUE SI CONTENDEVANO ATTENZIONI RAGAZZA DI 14 ANNI

TEHERAN, - Un ragazzo iraniano di 17 anni e'  stato condannato a morte per avere ucciso a coltellate un altro  giovane che considerava suo 'rivale in amore' perche' parlava  con una adolescente di cui era innamorato. Lo scrive oggi il  quotidiano Etemad.
Le sentenze capitali nei confronti di minori di 18 anni,  sono comuni nella Repubblica islamica, e hanno piu' volte  provocato le proteste di organizzazioni internazionali per i  diritti umani, dell'Unione europea e di attivisti all'interno  del Paese, come l'avvocatessa Shirin Ebadi, Premio Nobel per la  pace nel 2003. Secondo dati resi noti lo scorso anno da Amnesty  International, dal 1990 erano state giustiziate 24 persone  minorenni o che erano minorenni all'epoca del reato contestato,  mentre altri 70 condannati aspettavano l'esecuzione. L'ultima impiccagione di questo genere di cui si sia avuta  notizia risale al 26 febbraio scorso, quando un giovane, Javad,  e' salito sul patibolo nel carcere di Isfahan, nella regione  centrale del Paese, per un omicidio commesso a 16 anni. La sentenza di cui ha dato notizia oggi Etemad e' stata  pronunciata nei confronti di un ragazzo di nome Safar,  riconosciuto colpevole di avere ucciso un coetaneo, Mehdi,  vicino a Karaj, una citta' satellite una trentina di chilometri  a ovest di Teheran.
Ai giudici Safar ha raccontato di avere ucciso  involontariamente il rivale durante una rissa, che non era la  prima fra i due, entrambi interessati alle attenzioni di una  giovanissima, Fatemeh, di 14 anni.
''Chiedo perdono, ho agito per inesperienza e rabbia'', ha  detto l'imputato. Ma il padre della vittima ha affermato di  volere la morte del condannato: ''Non so perche' stessero  litigando, ma so che mio figlio e' stato ucciso, e voglio che il  colpevole sia giustiziato'', ha detto. Lo scorso anno, sempre secondo Amnesty International, sono  state almeno 317 le esecuzioni capitali nella Repubblica  islamica, che si e' cosi' situata al secondo posto al mondo per  numero di persone messe a morte dopo la Cina. Dall'inizio del  2008, secondo notizie di stampa, le impiccagioni sono state  oltre 60.

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