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23 Aprile 2008 | ITALIA

Italia/USA

Il commento di Marazziti dopo la decisione della Corte Suprema: "America, persa una buona occasione. Ma qualcosa si muove."

 
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CORRIERE DELLA SERA

"America, persa un'occasione per indicare la via alla politica"
Ma qualcosa si muove. Grazie alla moratoria, ogni Stato dovrà presentare una relazione all'Onu. E possibile che si arrivi a una nuova risoluzione più restrittiva.

ROMA - "Peccato, la Corte Suprema ha perso una grande occasione per togliere la politica dall'imbarazzo". Imbarazzo? "Sì, da sola la politica non ha il coraggio di abolire la pena di morte e finisce per inseguire i bassi istinti della popolazione. Purtroppo l'effetto Dukakis si fa sentire ancora". Mario Marazziti è il coordinatore della campagna mondiale per la moratoria sulla pena di morte, quella pacifica guerra d'opinione che dalla Comunità di Sant'Egidio (leggi diplomazia d'Oltreteverel è arrivata pochi mesi fa nelle stanze della diplomazia vera e propria con la risoluzione approvata al Palazzo di vetro dell'Onu. L'effetto Dukakis, invece, risale al 1988.
Allora per la Casa Bianca correvano George Bush padre e il democratico Michael Dukakis.
Una sfida in equilibrio fino a quando Dukakis disse in tv di "essere sempre stato contrario alla pena capitale". Meno sette punti nei sondaggi e addio Studio Ovale.
Perché, Marazziti, la Corte Suprema dovrebbe arrivare dove la politica non può?
"Perché i giudici non hanno il problema di conquistare il voto degli americani. E perché su nove giudici cinque sono cattolici, per di più tradizionalisti. Ma non hanno tenuto in alcun conto quello che la Santa Sede ha detto più volte contro la pena di morte".
Quando è venuto in Italia, il presidente degli Stati Uniti ha voluto incontrare la Comunità di Sant'Egidio. Un segnale di grande attenzione ma poi sulla pena di morte gli Stati Uniti continuano ad andare dritti per la loro strada. Delusi?
"Prima di tutto sono i singoli Stati a decidere e non il governo federale. E poi non è un caso se questo tema è stato lasciato fuori dalle primarie per la Casa Bianca sia dai democratici che dai repubblicani. Troppo scivoloso. Anche se buona parte della società americana è ormai contraria, e quindi in linea con la maggioranza del mondo. Solo negli Stati Uniti sono 128 i detenuti che erano già nel braccio della morte e sono stati tirati fuori perché innocenti. Anche tra i repubblicani crescono i dubbi: sanno che nessun sistema giudiziario è perfetto, gli errori sono sempre possibili".
Che efficacia ha la moratoria Onu se il Paese più potente continua ad applicare la pena di morte?
"Certo, è un brutto segnale perché regala un alibi a quei paesi non democratici che continueranno a dire "guardate ai problemi di casa vostra prima di parlare di diritti umani". Ma qualcosa si sta muovendo. Proprio grazie alla moratoria, entro la fine dell'anno tutti gli Stati dovranno presentare una relazione all'Onu. È possibile che tra qualche mese venga presentata una nuova risoluzione più restrittiva. E poi - il New jersey l'ha abolita, il Maryland vicino, anche 1'Uzbekistan ha fatto marcia indietro, il presidente del Guatemala...".
II Papa non ha fatto cenno alla pena di morte durante il suo viaggio negli Stati Uniti. Avrebbe potuto?
"II tema gli sta sicuramente a cuore ma le priorità erano altre".
Quali?
"Riunificare la Chiesa americana, sotto schiaffo per lo scandalo pedofili, senza proteggerla ma invitandola alla purificazione. E poi ristabilire un canale di stima e dialogo con l'intera società americana, senza fermarsi al popolo dei fedeli".
E' un caso che la decisione della Corte Suprema sia arrivata poche ore dopo la fine della visita di Benedetto XVI?
"Dio lo sa".

Lorenzo Salvia

_______________________________

Mario Marazziti on the USSC’s decision to uphold the use of lethal injection: “The United States just missed a great opportunity. But something is changing”.

CORRIERE DELLA SER

The United States just missed an opportunity to show the way past politics. But something is changing. Thanks to the UN moratorium, every Country will have to supply a report on the death penalty to the United Nations.  And chances are that it will lead to a new and more restricting resolution.

 

ROME - " It’s a shame that the USSC  just lost a great opportunity to spare politics from a huge embarassement.”
What do you mean by embarrassment?
“Well, politics itself does not have enough courage to say no to the death penalty and ends up serving the low instincts of the people. Unfortunately, the Dukakis’ effect is still out there.”
Mario Marazziti is the coordinator of the worldwide moratorium  on capital punishment, a peaceful opinion war that thanks to the Saint’ Egidio Community became real diplomacy and made it possible for the UN to pass a worldwide moratorium, backed by 104 countries. As far the Dukakis effects is concerned, it goes back to 1988, when the two front runners for the Presidency were George H. W. Bush and Michael Dukakis. It became a neck and neck race until a TV debate between the two of them, where Dukakis claimed to be a lifelong opponent of the death penalty. His ratings went down 7 points and he had to say goodbye to the oval office. We ask Marazziti why he thinks that the USSC could achieve what politics cannot.
This is his answer: “Because the justices do not need the votes of the American people" . And also because five out of the nine justices are catholics; traditionalist catholics. Unfortunately these justices didn’t take into consideration the strong anti-death penalty position of the Pope and the Catholic Church.
When the President of the United States came to Rome he wanted to meet with the Community of Saint Egidio. That was definitely very important, but then what we see is that the United States does not want any outside interference when it comes to the death penalty”.
Are you disappointed?
“First of all, when it comes to the death penalty, it’s up to the single states to decide and not to the federal government. And it’s not by mere accident that this subject has not been dealt with by either the democratic or the republican candidates during the presidential campaign. It is too dangerous a subject, even though  a good majority of the American people now opposes the death penalty and agrees with the rest of the world when it comes to this subject.
In the United States alone 128 death row inmates have been exonerated. Even among Republicans, the number of people who are starting to question the righteousness of the death penalty is growing: they are starting to realize that the judicial system is not perfect but indeed fallible”.
How helpful is the UN moratorium if the most powerful country in the world still uses the death penalty?
“Well, it definitely doesn’t help much because it supplies an alibi to those non-democratic countries that can tell the United States: worry about your own problems before talking about human rights to the world. Something is changing though. Thanks to the worldwide moratorium, by the end of the year all the countries in the world will have to supply a report on the death penalty to the UN. It is actually possible that within a few more months a new and more restrictive resolution will be applied. The state of New Jersey just abolished the death penalty, Maryland is on its way too, even Uzbekistan put an end to it, and the president of Guatemala”… 
During His trip to the United States, Pope Benedic didn’ t mention the death penalty whatsoever. Do you think that he could have?
”It’s a very dear subject to him, but he had other priorities".
What other priorities?
“To unify the American Church after the pedophile priests’ scandal, not with the intention of protecting it but asking the church to purify itself. Also, the Pope wanted to establish a relationship of respect and communication with the whole American society and not only with the Catholic people.
Is it an accident that the decision of the USSC to uphold the use of lethal injection was taken a few hours after the end of Pope Benedict’s visit in the United States?
“Only God knows”.

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