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13 Giugno 2008 | IRAN

Iran

Messo a morte un ragazzo di 17 anni

 
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ANSA-AFP

PENA MORTE: IRAN; IMPICCATO UN MINORENNE, GIORNALE

TEHERAN, 12 GIU - Un ragazzo di meno di 17 anni, condannato per omicidio, e' stato impiccato martedi' in Iran in violazione di due convenzioni internazionali a cui Teheran ha aderito da molto tempo. Lo ha riferito oggi il quotidiano Kargozaran, citando una fonte giudiziaria.
Mohammad Hassan Zadeh, condannato per l'assassinio di un bambino di dieci anni nel 2006, e' stato impiccato nella prigione di Sanandaj (ovest).
L'Iran ha aderito dal 1976 al Patto internazionale sui diritti politici e civili, e dal 1974 alla Convenzione sui diritti del minore, con i quali i firmatari si impegnano a non applicare la pena di morte ai condannati che al momento dei fatti erano minorenni.
Secondo il quotidiano, il capo del potere giudiziario iraniano, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva raccomandato al tribunale che ha pronunciato la sentenza di ''risolvere la questione con la riconciliazione''. In Iran un condannato a morte puo' evitare la pena capitale se la famiglia della vittima gli concede il perdono, in cambio di una compensazione finanziaria e di una pena detentiva. Ma, ha detto la fonte giudiziaria citata dal giornale, non e' stato possibile in questo caso raggiungere un tale accordo.

AGI

PENA DI MORTE: ORRORE IN IRAN, IMPICCATO 17ENNE

Teheran, 12 giu. - Nuova sfida ai diritti umani di Teheran. Un diciassettenne e' stato giustiziato per impiccagione nella prigione della citta' settentrionale di Sanandaj. Mohammad Hassanzadeh, nel 2006, aveva ucciso un ragazzino di 10 anni. Il ragazzo e' stato impiccato nonostante le autorita' giudiziarie iraniane avessero sollecitato il tribunale a cercare un accordo con la famiglia della vittima.
Secondo la 'sharia', i parenti possono accettare un risarcimento in denaro, il cosiddetto 'prezzo del sangue', e consentire che il responsabile della morte del loro congiunto sconti l'ergastolo. Amnesty International ha detto che l'esecuzione capitale del 17enne e' "un'altra plateale violazione da parte delle autorita' iraniane dei loro obblighi internazionali". Secondo l'ultimo rapporto di Amnesty, nonostante Teheran abbia ratificato la Convenzione dei diritti del Fanciullo, nel 2007 l'Iran ha giustiziato almeno 8 persone con meno di 18 anni d'eta' al momento del reato.

AFP

Iran: un jeune de 17 ans, reconnu coupable de meurtre, pendu

TEHERAN, 12 juin 2008 - Un jeune iranien de 17 ans,  reconnu coupable de meurtre, a été pendu en Iran mardi, en  contrevenant à deux conventions internationales auxquelles Téhéran a  adhéré de longue date.
Mohammad Hassan Zadeh, condamné pour le meurtre d'un enfant de  dix ans en 2006, a été pendu dans la prison de Sanandaj (ouest), a  rapporté jeudi le quotidien Kargozaran.
L'Iran adhère au Pacte international relatif aux droits civils  et politiques, depuis 1976, et à la Convention relative aux droits  de l'enfant, depuis 1994, dont les signataires s'engagent à ne pas  appliquer la peine de mort pour un condamné mineur au moment des  faits.
Selon Kargozaran, le chef du pouvoir judiciaire iranien,  l'ayatollah Mahmoud Hachémi Shahroudi, avait pourtant avisé le  tribunal ayant prononcé la sentence de "régler la question par la  réconciliation".
Un condamné à mort pour meurtre en Iran peut échapper à la peine  capitale si la famille de la victime lui accorde son pardon, en  échange d'une compensation financière et d'une peine de prison.
"Aucun de nos efforts pour arriver à un accord avec la famille  de la victime n'a abouti, et la sentence a été appliquée mardi  matin", a dit une source judiciaire locale citée par le journal.
La Haut commissaire de l'ONU aux droits de l'Homme, Louise  Arbour, avait exhorté Téhéran mardi à "suspendre les exécutions (de)  quatre criminels mineurs, conformément à ses obligations  internationales".
Il s'agissait de Mohammad Fadaie, Behnoud Shojaie, Saïd Jaziie  et Behnam Zareh.
Mohammad Fadaie et Behnoud Shojaie devaient être pendus à  Téhéran mercredi mais ont bénéficié d'un sursis d'un mois pour  essayer de trouver un accord avec les familles des victimes.
L'exécution de Saïd Jaziie a été fixée au 25 juin, alors  qu'aucune information n'a été apportée par les autorités iraniennes  sur le sort de Behnam Zareh.
Au total, 317 personnes ont été exécutées en 2007, contre 177 en  2006, selon Amnesty international, qui a relevé dans un récent  rapport que l'Iran avait été en 2007 le pays ayant eu le plus  recours à la peine capitale après la Chine.
Le meurtre, le viol, l'attaque à main armée, le trafic de drogue  ou encore l'adultère sont passibles de la peine de mort en  République islamique.

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