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28 Luglio 2008 | IRAN

Iran

29 persone messe a morte in contemporanea a Teheran

 
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Repubblica

Nella prigione di Evin della capitale iraniana giustiziati in contemporanea tanti detenuti, accusati di crimini gravi. Propaganda martellante dei media Teheran, il giorno del boia. Ventinove esecuzioni capitali dal nostro inviato

VINCENZO NIGRO -  GERUSALEMME - Alle 5,20 del mattino di ieri, nella prigione di Evin, la più famosa di Teheran, sono stati impiccati 29 criminali. Tutti insieme, ma non pubblicamente come accadeva fino a qualche mese fa, quando gli impiccati venivano appesi in piazza ai ganci delle gru che si usano in edilizia oppure alle benne dei caterpillar. Tutti erano pericolosi criminali, condannati per traffico di droga, omicidi, furti e violenze: eppure da anni non avveniva che un numero così grande di esecuzioni venisse eseguito nella stessa giornata. Un'esecuzione annunciata e celebrata dai mass media in maniera martellante.
Le esecuzioni sono uno dei segnali ricorrenti del governo iraniano, che combatte una guerra senza sosta con una criminalità assai potente, ma che da mesi ha deciso di farlo nella maniera più brutale possibile. Usando le impiccagioni come strumento deterrente contro la criminalità, ma anche di vera e propria propaganda politica. "I 29 che sono stati giustiziati stamattina erano accusati di traffico di stupefacenti su larga scala, criminalità organizzata, omicidi e rapine", diceva alla radio il procuratore di Teheran Saeed Mortazavi: "Vogliamo far diventare Teheran il posto più pericoloso del mondo per trafficanti, malfattori e violenti".
Secondo "Nessuno tocchi Caino" l'Iran è secondo solo alla Cina in quanto ad esecuzioni in un anno (355 contro 5000 nel 2007), ma la Cina ha quasi due miliardi di abitanti e l'Iran va verso gli 80 milioni. La ong italiana, che all'Onu si è battuta per l'approvazione di una moratoria universale contro la pena di morte, ieri è tornata a chiedere l'impegno di tutti i governi della Ue contro le esecuzioni in Iran: "Ancora pochi sono pronti a lavorare per impedire la minaccia quotidiana praticata dal regime di Teheran nei confronti del suo stesso popolo".
L'escalation delle esecuzioni nel 2007, un terzo in più del 2006, non rallenta di fronte alla pressione della criminalità, che soprattutto nelle regioni dell'Est e del Sud del paese mette in campo bande di miliziani che combattono la polizia in scontri aperti, uccidono e sequestrano poliziotti e militari. Il fatto è che la lotta alla criminalità è diventata intimamente legata al messaggio politico che il governo iraniano fa passare ai suoi cittadini; gli impiccati diventano indirettamente un monito a tutti i cittadini, più che un avvertimento solo agli altri criminali.
Una scelta che il regime fa proprio mentre è impegnato, nel suo interno, a gestire lo scontro con la comunità internazionale sul programma nucleare. Da tempo ci sono voci di divisione all'interno del regime iraniano sul modo in cui continuare il braccio di ferro con l'Occidente sul nucleare. La decisione finale spetta alla guida suprema, l'ayatollah Khamenei; ma tra il gruppo che fa capo al presidente Mahmud Ahmadinejad e al negoziatore nucleare Said Jalili e quello che invece fa riferimento all'ex ministro degli Esteri Ali Akbar Velayati, al ministro attuale Manouchehr Mottaki e al presidente del parlamento Ali Larijani, è in corso un forte braccio di ferro.
Uno scontro rivolto innanzitutto all'interno del sistema. Lo stesso avviene per le condanne a morte: sono le diverse fasi nello scontro interno che inducono l'apparato giudiziario ad accelerare o meno sulle esecuzioni. La lotta alla criminalità qualche volta diventa un fattore secondario.

AVVENIRE

Pena di morte. Giro di vite del regime, secondo solo alla Cina nella graduatoria delle esecuzioni L’orrore a Teheran In 30 sul patibolo
Oggi la sconvolgente impiccagione di massa Lo scorso anno nel Paese 355 vittime del boia

? Non sono stati rivelati i luoghi dove i condannati saliranno sul patibolo: si tratta di detenuti per traffico di droga, rapina e omicidio
? È l’uccisione di massa più drammatica degli ultimi anni: da gennaio già 127 prigionieri sono stati affidati al boia
? Pronto un piano per punire con sentenza capitale anche la diffusione sul Web di «immoralità»
? Ahmadinejad, in crisi di consensi, torna a tuonare sul nucleare. Ma l’aumento della repressione e il ricorso a punizioni esemplari sembrano dimostrare le difficoltà crescenti

CNN

IRAN: 29 convicts executed in Iran

29 people convicted of various crimes, ranging from murder to being a public nuisance while drunk, were hanged in Iran, state TV said.
Iran's semi-official Fars News Agency reported earlier that 30 people would be put to death. It was not immediately clear if the last person's life was spared.
The Iranian judiciary's statement said that all 30 were convicted of various crimes, which included: murder, murder in commission of a crime, disturbing public safety and security, being a public nuisance while drunk and being involved in illegal relationships -- relationships between men and women who are not married to each other.
Kidnapping and using weapons while committing a crime were also among the charges.
The statement also said that 20 of the convicts were convicted of drug and alcohol dealing, armed robbery and smuggling arms.
The judiciary statement said that the convicts had their cases tried by the highest judicial authorities and were found guilty of the charges brought against them. The
verdicts were final with their sentences carried out on Sunday.
The judiciary said the hangings should serve as a warning to those who are contemplating committing such crimes, the agency reported.
The statement also said that several other individuals are currently awaiting trial and their sentences will be carried out as soon as the verdicts are pronounced by the courts.
According to Amnesty International, Iran executed 317 people last year, 2nd only to China's 470.
Iran's government launched a campaign March 20 to increase public security and bring the crime rate down.
Police cracked down on alleged drug dealers, whom they called criminal gang members, and alleged habitual criminals who use guns in the commission of their crime. Alleged weapons smugglers and people who break social and religious laws, including adulterers, were also targets.
National television showed scenes of what were described as criminals being paraded publicly in chains as a deterrent to others. The wave of arrests has now subsided, as officials are now prosecuting the alleged criminals and sentencing those convicted.

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