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4 Ottobre 2008 | LETTONIA

Latvia

Il Consiglio d'Europa ammonisce contro paventata reintroduzione della pena di morte

 
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AGI

CONSIGLIO D'EUROPA: APPELLO CONTRO PENA DI MORTE IN LETTONIA

Strasburgo,.- Appello del Presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Lluis Maria de Puig, alle autorita' lettoni perche' in quel paese non venga reintrodotta la pena di morte. C'e' infattui preoccupazione a Strasburgo per le notizie provenienti da Riga su questo tema.
"La Lettonia ha aderito al Consiglio d'Europa nel 1995 e nel 1999 ha sottoscritto l'impegno di rispettare il protocollo n. 6 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo che prevede tassativamente l'abolizione della pena di morte" ha ricordato il Presidente de Puig, che ha aggiunto: "sono stupito dal fatto che la proposta proviene da esponenti di alto livello della politica lettone: dai ministri della Giustizia e dell'Interno, e addirittura dal Presidente della Commissione per i diritti umani del parlamento lettone". Un'eventuale deriva legislativa come la reintroduzione della pena di morte comporterebbe per qualsiasi Paese la sospensione immediata dal Consiglio d'Europa. L'attenzione del Consiglio d'Europa, in questi giorni impegnato a valutare il comportamento di Georgia e Russia per la guerra nel Caucaso, e' rivolto ora anche al pericoloso dibattito che si e' aperto al Parlamento di Riga.

Ansa

PENA MORTE: CONSIGLIO EUROPA PREOCCUPATO DIBATTITO LETTONIA

STRASBURGO, ''La reintroduzione della pena di morte non puo' in nessun caso fare di nuovo parte dell'ordine del giorno del Consiglio d'Europa o dell'Unione Europea''. Lo ha detto Lluis Maria de Puig, presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa in risposta alla richiesta di un dibattito Ue sulla pena di morte avanzata dal presidente della commissione per i diritti umani del parlamento della Lettonia.
La Lettonia ha aderito al Consiglio d'Europa nel 1995 e nel 1999 ha ratificato il Protocollo n.6 della Convenzione dei diritti umani che richiede l'abolizione formale della pena di morte, ha sottolineato de Piug, aggiungendo che ''qualsiasi stato membro dovesse optare per una sua reintroduzione verrebbe sospeso immediatamente dal Consiglio d'Europa''.
''Sono molto preoccupato - ha rilevato de Puig - per le dichiarazioni fatte recentemente da esponenti del governo lettone. Nessun crimine, per orrendo che sia, puo' giustificare la pena di morte''

AFP

Le Conseil de l'Europe refuse le retour de la peine de mort en Lettonie

STRASBOURG (Conseil Europe), - Le Conseil de l'Europe a refusé fermement jeudi à Strasbourg toute éventualité d'un retour de la peine de mort en Lettonie, menaçant d'une exclusion de l'organisation "tout Etat membre qui s'aventurerait sur une telle dérive".
"La réintroduction de la peine de mort, en quelque circonstance que ce soit, ne sera plus jamais à l'ordre du jour, ni du Conseil de l'Europe, ni de l'Union européenne", a déclaré le Président de l'Assemblée parlementaire du Conseil de l'Europe (APCE), Lluís Maria de Puig, en réponse au Président de la Commission des droits de l'homme du parlement letton qui avait appelé à un tel débat à l'UE.
Le président de l'ACPE rappelle que la Lettonie, devenue membre du Conseil de l'Europe en 1995, a ratifié en 1999 la Convention européenne des droits de l'homme qui abolit formellement la peine de mort.
"Sa réintroduction mettrait en cause l'appartenance même à l'organisation de tout Etat membre qui s'aventurerait sur une telle dérive", a averti M. De Puig.
Le président s'est dit "préoccupé" par les récentes déclarations favorables à la peine de mort des ministres lettons de la Justice et de l'Intérieur, ainsi que du président de la commission des droits de l'homme du parlement letton.
"Aucun assassinat, aucun crime, le plus odieux qu'il soit, ne saurait justifier la peine de mort et nous attendons des représentants de nos Etats membres de porter au plus haut la bannière de nos valeurs communes", a déclaré M. De Puig en demandant à la Commission des questions juridiques et des droits de l'homme de l'APCE "de suivre cette situation de très près".
Après le meurtre fin août d'une fillette de 11 ans, égorgée par son père, qui avait vivement ému l'opinion lettone, Janis Smits, président de la Commission des droits de l'homme du parlement letton, avait déclaré début septembre au quotidien Diena qu'il fallait se rappeler l'obligation d'abolition de la peine de mort, "mais en même temps nous savons bien qu'il y a des crimes pour lesquels il y a la peine capitale aux Etats-Unis, ainsi que dans beaucoup d'autres pays démocratiques".
Le ministre letton de la Justice, Gaidis Berzins, avait estimé à la radio lettonne début septembre, que "de telles personnes n'ont pas leur place dans le société. Ce point de vue ne serait pas bien reçu, mais dans de telles situations, il faut un nouveau débat sur l'utilité de ne pas avoir la peine capitale".
Enfin, le ministre de l'Intérieur, Mareks Seglins, avait rappelé qu'il était "opposé à l'abolition de la peine de mort", même si "nous devons respecter les standards" de l'Union européenne.

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