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28 Ottobre 2008 | GIAPPONE

Japan

Michitoshi Kuma e Masahiro Takashio messi a morte. Quindici le impiccagioni nel 2008

 
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Ansa

PENA MORTE: GIAPPONE; ESEGUITE DUE IMPICCAGIONI

TOKYO, 28 OTT - Due condannati a morte sono stati impiccati oggi in Giappone, portando a 15 il bilancio delle esecuzioni capitali da inizio anno.

Lo rende noto il ministero della Giustizia, annunciando quello che e' il primo provvedimento del genere durante il governo di Taro Aso, diventato primo ministro alla fine dello scorso settembre

 

Il ministero guidato da Eisuke Mori ha quindi autorizzato le prime esecuzioni sotto il governo di Taro Aso, spiegando che sono stati giustiziati Michitoshi Kuma, un uomo di 70 anni condannato alla pena capitale per il rapimento e l'uccisione di due ragazze di 7 anni nel 1992, e Masahiro Takashio, 55 anni, colpevole di aver accoltellato e ucciso nella prefettura di Fukushima un'anziana e sua figlia nel 2004 durante un tentativo di rapina.

A un mese e mezzo di distanza, dallo scorso 11 settembre, il boia e' tornato ancora in azione nel Sol Levante, rispettando un un ruolino di marcia impressionante: i 15 detenuti messi a morte da inizio 2008 rappresentano il livello piu' alto dal 1999, anno in cui il governo ha cominciato a rendere noti i nomi e il numero delle esecuzioni.

Il ritmo e' di un nuovo ciclo di impiccagioni ogni due mesi, secondo il passo fortemente voluto nel 1997 dall'ex ministro della Giustizia, Kunio Hatoyama (soprannominato non a caso 'il boia'), ora a capo del dicastero degli Interni.

 

Cambiano i governi e si avvicendano i guardasigilli, ma la macabra macchina delle esecuzioni capitali in Giappone non conosce soste.

A distanza di un mese e mezzo dall'ultima serie di impiccagioni, oggi sono stati giustiziati altri due detenuti, portando cosi' a 15 il numero di condanne a morte eseguite dall' inizio dell'anno. A finire sul patibolo all'alba sono stati Michitoshi Kuma, un uomo di 70 anni condannato alla pena capitale per il rapimento e l'uccisione di due ragazze di 7 anni nel 1992, e Masahiro Takashio, 55 anni, colpevole di aver accoltellato e ucciso nella prefettura di Fukushima un'anziana e sua figlia nel 2004 durante un tentativo di rapina.

Quelle di stamani sono le prime esecuzioni autorizzate dal ministro della Giustizia Eisuke Mori, entrato in carica alla fine di settembre con il varo del governo del premier Taro Aso. Nessun cambio di rotta sulla pena di morte, visto che le ultime esecuzioni confermano quanto detto dal guardasigilli dopo subito la sua nomina a ministro. ''Faro' applicare la legge in maniera esemplare - aveva detto Mori durante la sua prima conferenza stampa - seguendo scrupolosamente quanto indicato dalle sentenze dei tribunali''.

Dopo la triplice impiccagione dello scorso 11 settembre, il boia e' tornato in azione rispettando un ruolino di marcia impressionante: i 15 detenuti messi a morte da inizio 2008 sono il livello piu' alto dal 1999, anno in cui il governo ha cominciato a rendere noti nomi e numero delle esecuzioni.

Il ritmo e' di un nuovo ciclo di impiccagioni ogni due mesi, secondo il passo fortemente voluto nel 2007 dall'ex ministro della Giustizia, Kunio Hatoyama (soprannominato non a caso 'il boia', ora a capo del dicastero degli Interni), e mantenuto dal suo successore, Okiharu Yasuoka.

Hatoyama e' stato in carica come ministro della Giustizia nel primo governo guidato da Yasuo Fukuda, promettendo dall'inizio di ''svuotare il braccio della morte'' dove ancora 101 detenuti attendono l'esecuzione. Nel breve periodo in servizio, Hatoyama si e' distinto per aver dato il 'placet' a ben 13 esecuzioni capitali, sebbene in passato diversi guardasigilli si fossero rifiutati di autorizzare le impiccagioni, instaurando di fatto moratorie informali durate complessivamente 4 anni e mezzo.

La pena capitale e' comminata nel paese del Sol Levante per gli omicidi plurimi ed efferati, con particolari aggravanti come violenza sessuale, incendi o danneggiamenti di luoghi pubblici. Il condannato ignora la data dell'impiccagione fino alla mattina fatale e anche i familiari sono avvertiti solo a esecuzione avvenuta. E' il guardasigilli a dare l'ultimo assenso all'ordine di esecuzione, emanato dai giudici della Corte Suprema.

 

EFE

Ajustician en la horca a dos presos condenados a la pena capital en Japón Tokio

28 oct - Dos prisioneros fueron ejecutados hoy en la horca en Japón, con lo que el número de presos ajusticiados este año asciende a 15 en este país, según informó el Ministerio nipón de Justicia.

Éstas son las dos primeras ejecuciones que se llevan durante el Gobierno de Taro Aso, primer ministro de Japón desde finales de septiembre, y con Eusike Mori como nuevo ministro de Justicia desde esa misma fecha.

Los ejecutados son Michitoshi Kuma, un hombre de 70 años condenado a la pena capital por asesinar a una niña, a la que previamente secuestró cuando iba al colegio en febrero de 1992.

El otro es Masahiro Takashio, de 55 años, ejecutado en una prisión de Sendai (norte de Tokio) por asalto y asesinato de una familia en marzo de 2004 en Fukushima (centro de Japón).

En lo que va de año son 15 los presos ejecutados en Japón, el mayor número desde 1993, cuando este país reanudó la aplicación de la pena capital.

En Japón las ejecuciones se llevan a cabo siempre en la horca sin previo aviso, lo que ha sido criticado por organizaciones civiles como Amnistía Internacional.

Desde 1989 y durante casi cuatro años hubo una moratoria en Japón pero la aplicación de la pena máxima se reanudó en 1993, cuando fueron ejecutadas siete personas.

No obstante, entre octubre del 2005 y septiembre del 2006 no hubo ejecuciones en Japón debido a que el entonces ministro de Justicia, Seiken Sugiura, era budista y se opuso a firmar sentencias de muerte.

Desde marzo de 1993 han sido ejecutadas en Japón, siempre en la horca, un total de 75 personas

 

Reuters

Japan executes two including killer of 7-year-olds

TOKYO, Oct 28 - Japan executed two convicted murderers on Tuesday, including a man who strangled to death two 7-year-old girls, the Justice Ministry said in a statement.

Michitoshi Kuma, 70, was convicted of kidnapping the two girls on their way to school and then murdering them. Masahiro Takashio, 55, was convicted of stabbing two women to death, along with robbery charges, the statement said.

"These were crimes that took precious lives and were deeply deplorable for the victims and their families," Justice Minister Eisuke Mori told reporters. "I ordered the executions to be implemented after careful consideration."

The executions are the first under Mori, who took the post when Taro Aso became prime minister last month. His predecessor ordered the execution of three death row inmates, while the justice minister before that, Kunio Hatoyama, ordered the execution of a record 13 convicted criminals while in office.

Public opinion polls have shown that most Japanese approve of the death penalty, which is carried out by hanging. But human rights groups criticise the system, in which convicts and their relatives are not informed in advance that an execution is to be carried out.

(Reporting by Linda Sieg; Editing by Hugh Lawson)

 

AFP

Deux condamnés à mort exécutés au Japon

TOKYO, 28 oct 2008 - Deux meurtriers ont été pendus mardi  au Japon, ce qui porte à 15 le nombre d'exécutions depuis le début de l'année, un record depuis plus de trente ans. "Les exécutions ont été ordonnées après que nous ayons à plusieurs reprises examiné leurs cas de façon prudente et appropriée", a déclaré à la presse le ministre de la Justice Eisuke Mori, qui vient d'autoriser ses premières pendaisons depuis sa nomination il y a un peu plus d'un mois dans le gouvernement du Premier ministre Taro Aso.

Michitoshi Kuma, 70 ans, avait été condamné à mort pour l'enlèvement et le meurtre de deux fillettes âgées de 7 ans en 1992, dans la préfecture de Fukuoka (ouest). Masahiro Takashio, 55 ans, avait lui poignardé à mort une vieille femme et sa fille en 2004 pour obtenir de l'argent, dans la préfecture de Fukushima (nord).

Quinze personnes au total ont été exécutées au Japon cette année, soit le plus grand nombre de pendaisons depuis le record de 17 en 1975.

Depuis le 25 décembre 2006, date de la rupture d'un moratoire de facto de quinze mois sur l'application de la peine capitale, 28 personnes ont été pendues.

Seiken Sugiura, ministre de la Justice entre 2005 et 2006, avait en effet refusé de signer les arrêts de mort en vertu de ses convictions bouddhistes.

Au Japon, chaque exécution doit être approuvée par le ministre de la Justice.

Le Japon est le dernier grand pays industrialisé, avec les Etats-Unis, où la peine de mort est encore en usage. Les autorités justifient son maintien par le soutien dont elle jouit parmi la population.

La Fédération internationale des droits de l'Homme (FIDH) dénonce cet argument, en affirmant que les sondages sont faits "de manière biaisée" et que les questions posées sont "orientées afin d'obtenir la réponse souhaitée".

Dans un rapport publié le 9 octobre, la FIDH a reproché au Japon d'aller "à contre-courant" de la tendance internationale en poursuivant les exécutions.

"Le Japon continue de condamner à mort des criminels et de les enfermer pendant des décennies dans des prisons où règnent le secret et l'isolement, dans l'ignorance ou le mépris de l'opinion mondiale", a écrit dans ce rapport Florence Bellivier, secrétaire générale de la FIDH.

Dan Van Raemdonck, vice-président de l'organisation, a rappelé qu'"aucune révision de procès de condamnés à mort n'a été acceptée depuis 1986 et aucun condamné n'a été gracié depuis 1975".

Après ces deux pendaisons, 101 personnes restent détenues dans les couloirs de la mort au Japon.

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