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14 Novembre 2008 | PAKISTAN

Pakistan

La Chiesa contro la pena capitale per "cyber-terrorismo"

 
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AsiaNews

La Chiesa pakistana contro la pena di morte per i cyber-terroristi

PAKISTAN - Qaiser Felix - La legge firmata dal presidente Zardari contempla la pena di morte per i colpevoli di terrorismo via internet e computer. La Commissione di Giustizia e pace ammonisce il governo: “Punizioni brutali non possono correggere o redimere la nostra società”. Critiche anche dalla commissione per i diritti umani: così aumenta la diffidenza verso il sistema giudiziario.

Lahore () – Critiche al governo pakistano per la legge che commina la pena di morte per i reati di cyber-terrorismo. La Commissione nazionale di Giustizia e pace della Chiesa cattolica (Njcp), insieme a quella indipendente per i diritti umani (Hrcp) disapprovano l’ordinanza firmata il 6 novembre dal presidente Zardari.

Il segretario della Njcp, Peter Jacob [nella foto], ha dichiarato ad AsiaNews: “Siamo sorpresi e sconcertati dal fatto che il governo abbia incluso la pena di morte nell’ordinanza per i cyber-crimini. Non è questa la strada giusta per fermare la criminalità. Punizioni brutali non possono correggere o redimere la nostra società. Per questo la Commissione chiede che la pena di morte possa essere immediatamente esclusa dalla lista delle sanzioni”.

“Non riusciamo a capire la mentalità e la strategia del governo”, afferma Jacob. “Prima condanna la pena di morte e firma i documenti del’Onu, poi la impone senza nemmeno consultare il parlamento”. Per il segretario della Njcp lo strumento dell’Ordinanza imposto senza la discussione dell’assemblea è “illogico” è contraddice “i discorsi del governo sulla supremazia del parlamento”.

A suscitare la perplessità di Giustizia e pace c’è anche un dato storico. Il Pakistan people party (Ppp) di Zardari ha perso il suo fondatore a causa della pena di morte. Zulfigar Ali Bhutto è stato impiccato nel 1979 per l’accusa, mai provata, di aver fatto assassinare un avversario politico. Questo fatto, secondo Jacob, dovrebbe far riflettere il Ppp su come questa punizione estrema “possa essere usata a fini politici e per servire interessi disonesti”.

“Il Ncjp - dichiara il suo segretario – chiede che non venga promulgata nessuna legge che contempli la pena di morte e che ai prigionieri condannati all’esecuzione venga commutata la pena”.

In un comunicato diffuso il 7 novembre, la Commissione pakistana per i diritti umani (Hrcp) ha ricordato invece come “il primo ministro abbia promesso in numerose occasioni di scoraggiare il ricorso alla pena capitale e le esecuzioni dei condannati attualmente in carcere”.

Il testo dell' Hrcp ricorda al governo che secondo la legge vigente a livello internazionale, la pena di morte è accettata solo in rarissimi casi e che sono numerose le garanzie a salvaguardia della vita, contro la pena di morte.

L'Hrcp teme che l’ordinanza sul cyber-terrorismo sia recepita come una legge oppressiva in cui le punizioni sono sproporzionate rispetto ai crimini. Il sistema della giustizia in Pakistan abbonda di casi di discriminazioni e prevaricazioni realizzati anche con l’uso strumentale della legge. I detenuti in attesa di esecuzione capitale nelle carceri del Paese sono all’incirca 7mila. Secondo l’Hrcp la scelta del governo di includere la pena capitale nell’Ordinanza non può che aumentare il senso di sfiducia e diffidenza che la popolazione già nutre nei confronti del sistema giudiziario del Pakistan.

 

 

Lahore

Pakistani Church against death penalty for cyber terrorists

The law signed by President Zardari includes the possibility of the death penalty for those found guilty of terrorism using the internet and computers. The justice and peace commission warns the government: "brutal punishments cannot correct or redeem our society." Criticism also from the human rights commission: this increases distrust of the judicial system.

Criticism of the Pakistani government over the law providing for the death penalty in cyber terrorism crimes. The National Commission for Justice and Peace (NCJP) of the Catholic Church, together with the independent group Human Rights Commission of Pakistan (HRCP), disapproves of the order signed on November 6 by President Zardari.

The secretary of the NCJP, Peter Jacob (in the photo), tells AsiaNews: "We are surprised and shocked that the government has added death penalty in cyber crimes ordinance. This is not the right way to stop the crimes. Severe punishments can not correct or mend our society. So, NCJP demands that death penalty should be immediately excluded from the list of punishments."

"We are unable to understand the mentality and strategy of the government that what it wants to do. First they condemn death penalty and sign UN human rights instruments and then they impose death penalty without consulting the parliament." For the secretary of the NCJP, the imposition of the ordinance without discussion in the assembly is "illogical" and contradicts "the statements of the government about the supremacy of parliament."

An historical fact is also perplexing the NCJP. The Pakistan People's Party (PPP) of Zardari lost its founder because of the death penalty. Zulfigar Ali Bhutto was hanged in 1979 under the accusation, never proven, that he had assassinated a political adversary. This fact, according to Jacob, should make the PPP reflect on how this extreme punishment "can be used for political purposes and to serve dishonest interests."

"The NCJP," says the secretary, "demands that no law should be promulgated with the punishment of death penalty and already condemned to death prisoners’ punishments should be commuted to other punishments."

In a statement released on November 7, the HRCP recalls how "the prime minister has, on numerous occasions, promised to discourage the imposition of capital punishment and execution of death penalty convicts."

The statement from the HRCP reminds the government that according to international law, the death penalty is accepted only in extremely rare cases, and that there are numerous guarantees to protect life against the death penalty.

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