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21 Novembre 2008 | NEW YORK, STATI UNITI

ONU

La Commissione ONU per i Diritti Umani rinnova l'approvazione della moratoria. Sei paesi in più votano sì alla risoluzione

 
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Ansa

PENA MORTE: ONU; COMMISSIONE RINNOVA RISOLUZIONE MORATORIA

NEW YORK, 19 NOV - La terza commissione dell'Assemblea Generale dell'Onu ha oggi approvato il rinnovo della moratoria universale della pena di morte adottata nel 2007. La commissione ha dato il via libera ad una bozza di risoluzione con 105 si', 48 no e 31 astenuti. Il documento passera' all'Assemblea Generale a meta' dicembre.

Sono aumentati i paesi che appoggiano la moratoria: erano 99 nel 2007. Calati i no, da 52 a 48 e gli astenuti, da 33 a 31.

La bozza era stata ostacolata dai Paesi che difendono la pena di morte - come Botswana, Egitto e Singapore - e che hanno senza successo tentato di far passare una serie di emendamenti che avrebbero reso inefficace il documento.

Il testo approvato oggi rinnova la storica decisione dell'anno scorso, quando l'Assemblea Generale approvo' una moratoria universale delle esecuzioni capitali con un pronunciamento di grande valore simbolico, anche se non obbliga i singoli Stati a fermare il boia.

Il documento avallato dalla terza commissione - quella che si occupa di diritti umani - chiede al segretario generale Ban Ki-moon di continuare a monitorare la situazione a livello internazionale, preparando un rapporto annuale che verra' pubblicato alla fine dell'estate dell'anno prossimo.

Nel rapporto pubblicato quest'anno, Ban aveva notato che dalla decisione dell'Assemblea nel 2007 sono stati fatti passi avanti ''verso un'eventuale abolizione 'de jure' di questa forma di punizione''.

Per l'ambasciatore italiano all'Onu Giulio Terzi ''i numeri di oggi in terza commissione confermano quella chiara tendenza che lo stesso segretario generale aveva messo in luce nel suo rapporto ai 192 paesi dell'Onu sull'applicazione della risoluzione sulla moratoria approvata l'anno scorso''.

Esprimendo soddisfazione in attesa dell'adozione del documento da parte dell'Assemblea Generale a meta' dicembre, Terzi ha osservato che i ''i sei si' in piu' hanno un significato politico importante e sono un riconoscimento all'azione che abbiamo condotto qui a New York e nelle altre capitali su impulso del ministro Frattini, d'intesa con i principali partner soprattutto europei''. (ANSA).

La Terza Commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato oggi, per il secondo anno consecutivo, la bozza di risoluzione sulla 'Moratoria sull'uso della pena di morte'. Hanno votato a favore 105 paesi, contro 48, si sono astenuti 31. Rispetto alla risoluzione approvata dalla stessa Commissione l'anno scorso, sono aumentati di 6 i voti a favore, sono diminuiti di 4 i contari, mentre gli astenuti sono stati 31, due in meno rispetto al 2007.

"Il voto al Palazzo di Vetro registra il trend positivo verso l'abolizione della pena di morte nel mondo in atto da almeno dieci anni e premia i nostri sforzi volti a porre fine, attraverso le moratorie, all'aberrazione di uno Stato che per difendere Abele diventa Caino,"ha commentato Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino.La Risoluzione stata introdotta all'Assemblea dal rappresentante del Cile, a nome di una coalizione di Paesi rappresentativi di tutti i continenti. I co-sponsor della Risoluzione sono stati quest'anno 89, due in piu' dell'anno scorso, tra cui lo stesso Cile.

I paesi pro pena di morte hanno presentato 7 emendamenti, tra cui due volti ad affermare il principio della sovranita' interna degli Stati, che se approvati avrebbero indebolito la portata politica del testo. Sono stati tutti respinti con uno scarto maggiore rispetto all'anno scorso.

Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha salutato con viva soddisfazione l'approvazione, avvenuta oggi nella Terza Commissione delle Nazioni Unite a New York, di una risoluzione per la moratoria universale sulla pena di morte, che si riaggancia a quella adottata dall'Assemblea Generale nel 2007.

Il Ministro Frattini ha in particolare considerato - informa la Farnesina - come un elemento positivo il fatto che il testo sia stato approvato con 105 voti a favore, 48 contrari e 31 astenuti, facendo segnare una tendenza in aumento del numero dei Paesi che sostengono la moratoria. Questo risultato - ha commentato Frattini - si deve all'impegno dell'Italia, in stretto coordinamento con gli altri membri dell'Unione Europea, per costruire e mantenere salda un'alleanza tra Paesi di tutti i gruppi regionali sostenitori della moratoria.

Il Ministro Frattini ha affermato che, come si evince anche dal rapporto presentato dal Segretario Generale Ban Ki-Moon nel settembre scorso su questo argomento, si consolida un orientamento internazionale verso l'abolizione della pena di morte, a conferma che il cammino intrapreso dall'Italia, dall'Unione Europea e dal gruppo dei Paesi che appoggiano questa iniziativa interpreta un'esigenza profondamente avvertita dalla comunita' internazionale.

Anche quest'anno, il nostro Paese - ha osservato Frattini - forte della propria tradizione giuridica, etica e politica in favore dell'abolizione della pena di morte e dell'autorevolezza internazionale conquistata nel perseguimento del successo delle risoluzioni contro la pena capitale, fino a quella fondamentale dello scorso anno, ha dato un contributo decisivo per questo importante esito.

Mi auguro ora - ha concluso Frattini - che il testo venga approvato in Assemblea Generale a dicembre con il piu' alto numero di consensi, obiettivo per il quale ci siamo gia' rimessi al lavoro. Il Ministro Frattini ha tenuto a ringraziare di questo risultato, per il costante impegno, il Ministero degli Esteri e la sua rete all'estero, a cominciare dalla Rappresentanza a New York, che ha saputo svolgere un ruolo essenziale di negoziato e di sensibilizzazione dei Paesi membri delle Nazioni Unite.

 

AP

UN vote shows growing support of death penalty ban

By JOHN HEILPRIN

UNITED NATIONS - The U.N. General Assembly's human rights committee voted Thursday for the second year in a row to urge a global moratorium on the death penalty.

The United States sided with countries such as Iran, China and Syria in opposing the resolution.

The 105-48 vote marked a slight change from the 104-54 vote in the full General Assembly last December. About 30 nations abstained.

Supporters of the ban argue there's no conclusive evidence that the death penalty serves as a meaningful deterrent to crime and the risk of injustice is too high. Nations opposing the ban say the death penalty is effective in discouraging most serious crimes and remains legal under international law.

The vote in the human rights committee, though it includes all U.N. members, is not the final vote. Next month, the General Assembly will hold a final vote on the measure and the committee's vote is almost certain to be closely replicated there.

Though not legally binding, the voting does carry moral weight coming from the 192-nation world body that serves as a unique forum for debate and barometer of international opinion.

Amnesty International, which has been campaigning for the resolution, noted rising acceptance of a moratorium. In the 1990s, it was voted on twice in the General Assembly and failed.

On Thursday, the committee vote picked up one more nation than last year and six fewer opponents.

As of November, some 137 nations had abolished the death penalty in law or practice, compared with about 80 in 1988, according to Amnesty International figures.

Secretary-General Ban Ki-moon has been encouraged by the trend in many areas of the world toward ultimately abolishing the death penalty, U.N. spokeswoman Michele Montas said.

Last year there were at least 1,252 people put to death by 24 nations and 3,347 others sentenced to death in 51 countries, according to Amnesty International.

Terlingen urged nations such as Japan that increased the rate of executions in the past year to "take immediate steps to implement the resolution."

The resolution has been spearheaded by Italy and supported by the Vatican, a leading opponent of capital punishment. Also leading the campaign has been the European Union, which requires its 27 members to outlaw capital punishment.

 

EUROPE NEWS

Countries renew commitment to ending death penalty worldwide

By DPA

New York - In a step to renewing the United Nation's moratorium on the death penalty, a UN panel Thursday voted 105-48 to once again submit a resolution to the General Assembly.

Last year, the General Assembly for the first time ever voted to adopt a moratorium on the death penalty, acting on an initiative in the human rights committee that was headed by Italy.

The vote appears headed to becoming an annual event as Italy and other opponents of the death penalty try to increase the margin of passage and convince holdouts like the United States and Arab and Islamic states like Saudi Arabia, Malaysia, Yemen, Pakistan and Egypt.

Asian countries voting against the moratorium included China, Japan, North Korea and Singapore.

In Thursday's vote in the human rights committee, the US was one of 48 countries voting against the measure. The moratorium passed the committee with 105 votes this year, better than last year's committee vote of 99-52.

The outcome was greeted by Italy's UN Ambassador Guilio Terzi, who said the vote confirmed the global trend toward the abolition of the death penalty.

'This year's increase in the number of votes cast in favour of the resolution reaching the unprecendented figure of 105 shows the growing support among the membership on an issue to which Italy and its European partners attach a great deal of importance,' Terzi said.

The resolution adopted by the human rights committee, known also as the Third Committee, welcomed the increasing number of countries that decided 'to apply the moratorium on executions and the global trend towards the abolition of the death penalty.'

The moratorium resolution will be sent to the 192-nation assembly for a final vote. In December 2007, the Assembly backed the moratorium in a 104-54 vote.

The moratorium has received strong support from the EU and many human rights groups, which gathered a petition with some 5 million signatures that was handed over to the president of the UN General Assembly in October.

According to Amnesty International, 133 countries have abolished the death penalty or stopped carrying out executions, and only 64 countries and territories use the death penalty.

During 2007, 24 countries executed 1,252 people compared to 1,591 in 2006.

 

AFP

Nouvelle résolution à l'ONU pour un moratoire sur la peine de mort

NEW YORK (Nations unies), 20 nov 2008 - Une commission de l'ONU a adopté jeudi, pour la deuxième année consécutive, une résolution appelant à un moratoire sur l'application de la peine de mort dans le monde, a indiqué un porte-parole.

La résolution a été adoptée par la commission des affaires sociales, humanitaires et culturelles de l'Assemblée générale de l'ONU, par 104 voix contre 48, avec 31 abstentions, a indiqué à l'AFP Enrique Yeves, porte-parole de l'Assemblée.

Son adoption par l'organe plénier de l'ONU, où siègent les 192 Etats membres, ne devrait pas poser de problèmes et pourrait intervenir début décembre.

Le texte réaffirme la validité de l'appel à un moratoire international sur les exécutions, qui avait été adopté, pour la première fois dans l'histoire de l'ONU, en novembre 2007 par la même commission, puis en décembre par l'Assemblée plénière.

La résolution de 2007, présentée par l'Italie et parrainée par 87 Etats, visait expressément à l'abolition totale à terme de la peine capitale.

Elle avait été adoptée en commission, à l'issue d'un débat parfois houleux, par 99 voix contre 52, avec 33 abstentions.

Le score de 2008 est donc encore plus favorable au moratoire que l'an passé.

La résolution de 2007 stipulait que l'application de la peine de mort "porte atteinte à la dignité humaine", qu'"il n'y a pas de preuve irréfutable" qu'elle a un effet dissuasif et que toute erreur judiciaire dans son application est "irréversible et irréparable".

Elle engageait tous les Etats qui pratiquent la peine capitale "à instituer un moratoire sur les exécutions en vue d'abolir la peine de mort". Elle engageait aussi les Etats qui ont aboli la peine de mort "à ne pas l'introduire de nouveau".

Mais les résolutions de l'Assemblée générale sont non contraignantes et les adversaires du texte avaient déclaré qu'ils n'en tiendraient pas compte, invoquant leur souveraineté nationale.

En 2007 selon Amnesty international, 133 pays avaient aboli la peine de mort par la loi ou en pratique, tandis que 64 pays et territoires conservaient et utilisaient ce châtiment, même si le nombre d'Etats qui le pratiquaient à une fréquence annuelle était largement inférieur à ce chiffre.

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