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3 Novembre 2009 | MONGOLIA

Mongolia

Una condanna a morte ridotta a carcere ordinario

 
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Ulan Baator Post

Mongolian Death Row Inmate Gets Commuted

Last week, Amnesty International has welcomed the news that Mongolian prisoner Buuveibaatar has had his death sentence commuted after received a pardon by the Formal President of Mongolia, Ts. Elbegdorj.

The 33-year-old man was found guilty of murdering his ex-girlfriend’s new boyfriend, in January 2008. His father claims the crime was committed in self-defense.

“We applaud President Elbegdorj’s pardon, but it’s only a first step”, says Sam Zarifi, Director of Amnesty International’s Asia-Pacific Program.

“Mongolian government should introduce a moratorium on the death penalty, and commute the sentences for everyone currently on the death row in Mongolia.”

Buuveibaatar was sentenced to death by the Bayangol District Court of Ulaanbaatar, on August 1, 2008.

The day after the murder, Buuveibaatar was arrested and taken to Bayangol District police station, where he was interrogated overnight without access to a lawyer. His father says that Buuveibaatar confessed the crime after torture during interrogation.

Amnesty International called for pardon in July 2009. “Buuveibaatar had exhausted all his means of appeal and his life could only be spared pursuant to a presidential pardon. He will continue to serve a prison sentence.” A. I. said.

At least five people were executed in 2008 in Mongolia, where all aspects of the death penalty are classified as state secrets.

The families and lawyers of those on death row receive no prior notification of the execution, and the bodies of those executed never return to their families. Conditions on death row are extremely basic.

“Amnesty International calls the government to promptly implement all required measures to move towards abolition of the death penalty, as stated in The National Human Rights Action Program of Mongolia”, added Sam Zarifi.

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