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19 Novembre 2009 | RUSSIA

Russia

La moratoria proseguirà, in vista della totale abolizione della pena di morte

 
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Interfax

Russian Constitutional Court outlaws death penalty foreverm

ST.  PETERSBURG.  Nov  19 - The Constitutional Court has banned death  penalty  in  Russia  forever,  a source at the court press office told Interfax on Thursday.

"This is not the extension of the death penalty moratorium. This is a permanent ban," he said.

The  Constitutional Court ruled that Russian courts would not apply death penalty  after  January  1,  2010, when the last constituent – the Chechen Republic - acquired the right to jury trials.

 

 

AP

Russian court extends moratorium on death penalty

By IRINA TITOVA  ST.PETERSBURG, Russia - Russia's Constitutional Court effectively outlawed the death penalty Thursday, saying that a moratorium on capital punishment should remain in force until the nation fully bans executions.

Constitutional Court chief Valery Zorkin said that Russia must extend the moratorium on executions until it ratifies a European convention banning the death penalty.

Russia announced a moratorium on capital punishment when it joined the Council of Europe in 1996 and pledged to abolish it, but has not done so.

The Kremlin-controlled parliament has been reluctant to fully outlaw executions, due to broad public support for the death penalty.

Persistent violence in the North Caucasus region has prompted some to demand the death penalty for those involved in terrorism, and there is also public pressure for convicted serial killers, murderers and child abusers to be executed.

But reviving capital punishment would harm relations with the EU and undermine Kremlin claims that Russia is no less modern than European countries. President Dmitry Medvedev has spoken out about the importance of the rule of law and basic human values.

«The State Duma hasn't yet ratified the protocol banning capital punishment because many in Russia support the death penalty,» said Mikhail Krotov, Medvedev's envoy to the Constitutional Court. «The society needs more time to ban the death penalty. But the government structures support a ban on capital punishment.» The court's ruling came as an earlier moratorium on death penalty imposed in 1999 was to lose its legal foundation in January, when jury trials are to be introduced in Chechnya.

The moratorium had specified that courts must not hand out death sentences until jury trials are available in all of Russia's provinces. Chechnya is the only province where they have not been introduced.

The court specifically said Thursday that the introduction of jury trials in all regions of Russia «doesn't create conditions for using the death penalty.»

 

 

Ansa

PENA DI MORTE: RUSSIA,MORATORIA PROSEGUE ANCHE DOPO 1/1/201O IN VIGORE DAL 1996 CON DECRETO IELTSIN. VERSO ABOLIZIONE

 MOSCA, 19 NOV - In Russia la moratoria sull'applicazione della pena di morte proseguira' anche dopo il primo gennaio prossimo, con l'obiettivo molto probabile di una sua completa abolizione. E' quanto ha stabilito oggi la Corte costituzionale, che ha lasciato chiaramente intendere la volonta' di eliminare la pena capitale dall'ordinamento giudiziario russo.

La moratoria e' in atto in Russia dal 1996, quando l'allora presidente Boris Ieltsin emano' un decreto al riguardo, per favorire l'adesione della Russia al Consiglio d'Europa.

Nel febbraio 1999 la Corte costituzionale aveva vietato di pronunciare condanne a morte fino a quando in tutto il paese non fosse stato completato l'insediamento di corti d'assise e di giurie popolari. La Cecenia, ultima regione della Federazione russa a essere ancora priva di tali organismi giudiziari, li istituira' a partire dal prossimo primo gennaio.

Per questo a fine ottobre la Corte suprema aveva chiesto alla Corte costituzionale di decidere se i Tribunali russi avrebbero potuto nuovamente pronunciare condanne a morte dal prossimo primo gennaio.

L'Alta Corte ha deciso oggi che la moratoria proseguira', affermando che l'introduzione su tutto il territorio del paese delle giurie popolari ''non da' il via libera all'applicazione della pena di morte, anche sulla base di sentenze pronunciate da giurie popolari''.

''La Corte costituzionale ha con cio' posto il punto finale nel dibattito sulla sorte futura della pena capitale'', ha detto a Interfax Pavel Odintsov, portavoce dell'Alta Corte.

Il presidente della Corte,Valeri Zorkin, ha motivato la decisone riferendosi tra l'altro a una serie di norme internazionali sottoscritte anche da Mosca e che vietano o raccomandano di vietare l'applicazione della pena di morte.

La Russia ha firmato nel 1996 il protocollo numero 6 ella Convenzione europea sui diritti dell'uomo relativa all'abolizione della pena di morte, ma il parlamento non lo ha ancora ratificato.

Oggi il presidente della Duma (Camera bassa del parlamento), Boris Gryzlov, commentando il verdetto del'Alta Corte, ha definito peraltro ''irreale'' l'ipotesi di una ratifica entro la fine del'anno. (ANSA).

 

EFE

Activistas aplauden prohibición de pena capital vista como decisión política

Moscú, 19 nov - Activistas de los derechos humanos alabaron el veredicto por el que el Tribunal Constitucional de Rusia (TC) prohibió hoy definitivamente la pena capital en cumplimiento de los compromisos del país con el Consejo de Europa.

"Esperaba que esto ocurriera. Estoy muy contenta con ese fallo, porque se corresponde con la Constitución de Rusia y los compromisos internacionales asumidos por el país", declaró la dirigente del Grupo de Helsinki de Moscú, Liudmila Alexéyeva.

La veterana activista subrayó que la sentencia es "lógica y correcta", porque "vivimos en el siglo XXI" y porque "los países europeos ya no aplican la pena de muerte".

"Con nuestro sistema judicial y nuestras costumbres no se puede permitir la pena capital, pues podría haber casos de castigos inmerecidos por error", dijo Alexéyeva a la agencia Interfax.

El Defensor del Pueblo ruso, Vladímir Lukin, señaló que "no dudaba de la sentencia que emitiría el Tribunal Constitucional".

"He declarado en reiteradas ocasiones que la pena de muerte debía ser prohibida y que existen convincentes razones para hacerlo oficialmente en Rusia", puntualizó.

El TC falló hoy que Rusia no puede reanudar la aplicación de la pena de muerte conforme a las obligaciones asumidas a su adhesión al Consejo de Europa.

La sentencia responde a una interpelación del Tribunal Supremo relativa a la posibilidad de reanudar la aplicación de la pena de muerte a partir del 1 de enero de 2010, tras la introducción de jurados populares en todos los entes federados del país.

Sobre la aplicación de la pena de muerte en Rusia pende desde 1996 una moratoria, condición impuesta por el Consejo de Europa para aceptar a Rusia en su seno, aunque ésta firmó pero nunca ratificó el protocolo número 6 de la Convención Europea de Derechos Humanos, que prohíbe la pena capital.

Pável Krashenínnikov, jefe del comité de Legislación de la Duma rusa, explicó que, aunque Rusia tarde en adherirse a la Convención Europea, la pena capital en el país ya no podrá aplicarse, pues el derecho internacional prohíbe hacerlo en el período comprendido entre la firma y la ratificación del protocolo número seis.

El politólogo Gleb Pavlovski opinó que el veredicto del TC es reflejo de la postura solidaria adoptada en este asunto por toda la clase política, pese a que la mayoría de los habitantes, más de un 70 por ciento, está a favor de la pena capital, según sondeos.

"Supongo que todos los grupos políticos se han puesto de acuerdo en que la pena de muerte en Rusia es imposible. Creo que esa postura la comparten todas las fracciones de la clase política gobernante, por lo que la decisión jurídica acompaña a la política", manifestó.

Durante las audiencias del TC, el Kremlin, el Gobierno, el Parlamento y la Fiscalía abogaron por mantener la moratoria a la pena de muerte y por la ulterior supresión definitiva de la pena capital.

Pavlovski subrayó que la sentencia responde a la necesidad de que Rusia cumpla con los compromisos internacionales asumidos, pues "hoy es imposible vivir en Europa y aplicar la pena capital", indicó.

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