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24 Novembre 2009 | COREA DEL SUD

South Korea

Condannato a morte si toglie la vita, forse indotto dalle voci sulla ripresa delle esecuzioni

 
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EFE

Surcoreano condenado a muerte se suicida ante presión sobre falta ejecuciones

Seúl, 22 nov .- Un asesino en serie condenado en Corea del Sur a la pena capital se suicidó hoy en su celda motivado, según se sospecha, por el reclamo de la opinión pública para que se ejecuten las sentencias a muerte, paralizadas en el país desde 1998, informò la agencia surcoreana de noticias Yonhap.

Jeong Nam-gyu, de 40 años, falleció hoy a las 2.40 hora local (17.40 GMT, del sábado) cuando se encontraba hospitalizado tras intentar quitarse la vida colgándose de una cuerda en su celda de la prisión de Uiwang, al sur de Seúl, informó el Ministerio de Justicia surcoreano.

Legalmente la pena de muerte existe en Corea del Sur, pero no ha sido aplicada desde diciembre de 1997 a causa de una moratoria no oficial que comenzó en febrero de 1998, con la llegada a la presidencia del país de Kim Dae-jung.

El ex presidente, fallecido en agosto pasado, fue condenado a muerte en 1980 por su oposición a la dictadura y perdonado más tarde.

En las cárceles surcoreanas hay 60 condenados a muerte y la cifra crece cada año por la moratoria extraoficial, mientras numerosas voces, alarmadas por el aumento de la criminalidad en los últimos años, piden al Gobierno que se cumplan las sentencias.

Esa presión ciudadana es la que el Ministerio de Justicia surcoreano sospecha que llevó al recluso Jeong Nam-gyu a suicidarse tras dejar una nota en la que aseguraba que el Gobierno no tiene intención de abolir la pena capital.

Por su parte, el Ejecutivo del conservador Lee Myung-bak ha puesto en marcha diversas medidas, como la creación de un banco de muestras de ADN, para prevenir asesinatos o abusos sexuales a menores, después de que se registraran este año varios casos.

Jeong fue sentenciado en 2007 a pena de muerte por el asesinato de 13 personas y los daños causados a otras siete entre enero de 2004 y abril de 2006, en los que están incluidos dos asaltos sexuales a niños.

Desde 1948, cuando se proclamó la República de Corea del Sur, han sido ejecutadas un total de 920 personas, 562 de ellas declaradas culpables de asesinato, según el dossier sobre la pena de muerte elaborado por el Ministerio de Justicia surcoreano y divulgado en octubre.

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