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23 Dicembre 2009 | IRAN

Iran

Messo a morte il minorenne Mosleh Zamani. E' il quinto quest'anno

 
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Avvenire

Iran, impiccato «minorenne»: è il quinto nel 2009

TEHERAN. Un giovane iraniano, Mosleh Zamani, è stato impiccato dopo essere stato condannato a morte per uno stupro che avrebbe commesso quando era minorenne. Zamani era stato condannato a morte nel 2006, quando aveva 17 anni.

  L’anno dopo la Corte suprema aveva confermato la sentenza.

  Nel luglio scorso, quando l’esecuzione sembrava ormai imminente, il condannato era stato trasferito dal carcere della sua città, Sanandaj, a quello di Kermanshah, dopo che parenti e amici del giovane avevano inscenato una manifestazione per chiedere di annullare la sentenza capitale. La notizia dell’esecuzione è stata riferita da diversi siti riformisti iraniani, che hanno anche sottolineato che la presunta vittima della violenza, una donna più matura con la quale Zamani aveva una relazione, aveva affermato che i rapporti sessuali tra loro erano stati consenzienti e aveva quindi chiesto ai giudici di risparmiargli la vita. Amnesty International, che ha chiesto inutilmente all’Iran di non eseguire la sentenza capitale, ha condannato l’impiccagione, affermando che Zamani è il quinto giovane giustiziato nel 2009 dopo essere stato condannato per un reato commesso quando aveva meno di 18 anni. L’esecuzione è avvenuta giovedì scorso nel carcere Dizel Abad della città di Kermanshah, nell’ovest dell’Iran.

  Oltre a Zamani, secondo i siti che hanno diffuso la notizia, altre quattro persone sono state impiccate lo stesso giorno nello stesso carcere, ma non se ne conoscono i nomi né i reati per i quali erano state condannate. Secondo Amnesty International, sono non meno di 46 a partire dal 1990 le persone messe a morte in Iran dopo essere state condannate per reati commessi quando erano minorenni. Una pratica che continua, nonostante sia proibita dalla Convenzione internazionale per i diritti del fanciullo, alla quale la Repubblica islamica aderisce. Lo scorso anno, sempre secondo Amnesty, sono state 346 le esecuzioni capitali avvenute nella Repubblica islamica. ( A.E.)

 Mosleh Zamani fu accusato di stupro a 17 anni. La sua presunta vittima ha cercato inutilmente di salvargli la vita

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