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27 Ottobre 2010 | IRAQ

Iraq

La Comunità di Sant'Egidio: contro Tareq Aziz punizione postuma e grave passo indietro del paese

 
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Adnkronos

IRAQ: SANT'EGIDIO, CONTRO AZIZ PUNIZIONE POSTUMA PAESE FA GRAVE PASSO INDIETRO

26 OTT   - Citta' del Vaticano, 26 ott. - () - ''La pena di morte contro Tarek Aziz e' una punizione postuma, l'Iraq in tal modo dimostra di essere un Paese che non trova pace e rischia di allontanarsi dal sentire della gran parte degli Stati del mondo, tuttavia si puo' sperare in un atto di clemenza del governo iracheno all'interno del quale si trovano diverse personalita' contrarie alla pena capitale''. E' quanto ha detto all'ADNKRONOS il portavoce della Comunita' di Sant'Egidio Mario Marazziti.

L'Iraq, afferma Marazziti, ''e' un Paese che cosi' facendo non riesce a creare momenti di riconciliazione, e' poi grave che questa condanna arrivi proprio quando il Paese deve cominciare a costruire il ritorno alla vita normale dopo la guerra''. Con un gesto di clemenza, sottolinea Marazziti, verra' anche rispettata l'autonomia della magistratura e allo stesso tempo ''si compira' un forte gesto di riconciliazione''.

''C'e' da augurarsi che all'interno del governo iracheno, dove pure ci sono diverse personalita' contrarie alla pena capitale, prevalga la strada dell'atto di clemenza, una ipotesi plausibile''.

Marazziti descrive Tarek Aziz ''come una figura drammatica che sconta le contraddizioni del regime di Saddam Hussein e dell'Occidente che prima  ha supportato il regime e poi lo ha demonizzato e ha fatto diventare Saddam il criminale assoluto''. In ogni caso, secondo la Comunita' di Sant'Egidio, qualora Aziz fosse ritenuto responsabile di fatti precisi, ''ci sono delle pene alternative''.

Si fa notare inoltre che a novembre l'assemblea generale delle Nazioni Unite, discutera' una nuova risoluzione contro la pena di morte, per questo la condanna di Aziz, ''allontana l'Iraq dal sentire di gran parte dei Paesi del mondo''. A livello mondiale sono gia' 141 i Paesi che non fanno piu' ricorso alla pena di morte su 198. I dati, inoltre, dicono che la pena capitale e' in calo negli Stati Uniti, di fatto sospesa in India, e, almeno stando alle notizie ufficiali, in calo anche in Cina.

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