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22 Dicembre 2010 | NEW YORK, STATI UNITI

ONU

La pena di morte sempre più debole: 109 paesi approvano la Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni

 
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Comunità di Sant’Egidio

LA PENA DI MORTE SEMPRE PIU’ DEBOLE NEL MONDO DOPO L’APPROVAZIONE DELLA TERZA RISOLUZIONE  PER UNA MORATORIA UNIVERSALE DA PARTE DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE

L’Assemblea generale dell’ONU ha approvato per la terza volta (109 voti a favore, 41 contro, 35 astenuti, 7 assenti) una Risoluzione che chiede una moratoria universale della pena di morte, verso la sua completa abolizione. E’ riaffermato in maniera solenne il dovere di tutti i sistemi giudiziari di rispettare sempre la vita umana. Viene confermato il superamento della pena capitale tra gli obiettivi della comunità internazionale e si fissa una soglia di rispetto dei diritti umani non più compatibile con l’uso della pena di morte.

Il numero crescente dei paesi co-sponsor e il voto favorevole alla Risoluzione di paesi come la Mongolia e le Maldive, Vanuatu, Bhutan e Somalia, in passato contrari, segnano in maniera concreta l’indebolimento della pena capitale anche nel continente con più esecuzioni al mondo, mentre si apprende di ulteriori iniziative allo studio della Corte Suprema cinese per l’uso della pena di morte per gli ultrasettantacinquenni.

La Comunità di Sant’Egidio che ha accompagnato il percorso verso la fine delle esecuzioni in Asia centrale, dall’Uzbekistan al Kazakhstan, con interventi diretti presso i presidenti di Mongolia e Maldive, segnala con soddisfazione gli importanti cambiamenti nel continente asiatico e la conferma dei passi positivi in Africa, il continente che con più rapidità ha visto ridursi il numero dei paesi favorevoli alla pena capitale.

Il voto positivo delle Nazioni Unite è un risultato straordinario e conferma un trend generale verso la fine della pena capitale, e segnali importanti appaiono il voto favorevole alla Risoluzione dell’Algeria, le astensioni di 7 paesi arabi e di paesi come Cuba, dove progressivamente le sentenze capitali negli ultimi anni sono state commutate, come nel caso recente di Cruz Leon, dopo le commutazioni in 30 anni di reclusione di quasi tutti i condannati a morte cubani nel 2008, e la ratifica dell'abolizionista Protocollo Opzionale 2  in Kyrgyzstan.

Stanno calando le esecuzioni nel mondo. In India meno di 200 persone sono nel braccio della morte, e negli Stati Uniti le esecuzioni sono scese al livello più basso da oltre un decennio, 46 nell’anno trascorso, contro le 80 dell’anno 2000. Negli USA rimane il braccio della morte più popolato del mondo, in California, 697 detenuti, anche a causa del fatto che ormai le esecuzioni sono scese al di sotto di una per anno, e Wyoming  e New Hampshire conservano i meno popolati del mondo con un solo detenuto.

Stanno crescendo le difficoltà all’approvvigionamento dei farmaci necessari all’iniezione letale e con soddisfazione la Comunità di Sant’Egidio vede l’accordo di massima raggiunto dal Ministero degli Affari Esteri italiano con la società Hospira di Liscate finalizzato a impedire l’uso del farmaco Pentothal (sodium thiopental) nei bracci della morte americani e internazionali. Un accordo a cui la Comunità di Sant’Egidio ha lavorato direttamente assieme ad altre organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali. Un accordo che deve essere tradotto in un percorso vincolante e con sanzioni applicabili come danno economico anche agli intermediari e distributori.

Un passo avanti per una cultura e una giustizia della vita.

Mario Marazziti

Comunità di Sant’Egidio

Piazza di S.Egidio 3/a – 00153 Roma - Tel +39.06585661  -  Fax +39.065883625

www.santegidio.org   Email – [email protected]

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