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30 Dicembre 2010 | STATI UNITI

USA

Barack Obama per la prima volta giudice di un'esecuzione

 
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“POLITICO”

Obama administration readies first execution

The Justice Department is making preparations for what could be the first federal execution under President Barack Obama, according to a new court filing.
The Bureau of Prisons gave notice to a federal judge Wednesday that it intends to set an execution date for Jeffery Paul, 34. Paul was convicted in 1997 and sentenced to death for the robbery-murder of an 82-year-old retired National Park Service employee, Sherman Williams, on federal land in Hot Springs, Ark., in 1995.
Plans for the execution were disclosed by Justice Department lawyers in a lawsuit pending in Washington over federal lethal injection procedures. Several federal death-row prisoners are covered by a stay entered in that suit, but Paul is not among them, since U.S. District Court Judge Richard Roberts denied Paul permission to join the case earlier this year, saying he had waited too long.
"Paul is not a party to this suit nor has he received a stay barring his execution in another jurisdiction. Given this posture, the U.S. Department of Justice respectfully informs the court of its intent to set an execution date for Paul. ... Any date set for Paul’s execution will be at least 120 days after the filing of this notice," said the filing submitted by the U.S. attorney for the District of Columbia, Ronald Machen.
Officials in the press offices at Justice Department headquarters and at the Bureau of Prisons said they had no additional information on preparations to execute Paul, who is on death row at the federal prison in Terre Haute, Ind.
A lawyer for Paul, Robert McGlasson, also said he had no details on the government's plans to move forward with the death penalty for his client. "As for the immediacy of a possible execution date, we know nothing more than what you have seen in the government's filing," McGlasson said in an e-mail responding to a query from POLITICO.
McGlasson said that Paul suffers from "severe mental illness" and that he should be permitted to join the suit brought by other federal death-row inmates. The lawyer noted that a motion asking Roberts to reconsider his ruling is pending.
"We also believe, of course, that until this matter particularly, and the overall ... lawsuit, generally, are resolved, it is premature for the government to set an execution date on Mr. Paul," McGlasson wrote.
Three executions took place in the federal system under President George W. Bush, including that of Oklahoma City federal building bomber Timothy McVeigh in 2001. The last execution was in March 2003. Before McVeigh was put to death by lethal injection, the federal government went almost four decades without carrying out an execution.
The 120-day period before an execution is designed to allow for court challenges as well as the filing of a commutation petition with the president. McGlasson said no such petition has been filed at this point.
Unlike his two most recent predecessors, Obama never had involvement before he became president with carrying out the death penalty or handing requests for clemency. However, he did work on reforms to state death penalty laws in Illinois while he was a state legislator there.
While a candidate for president, Obama said he supported the death penalty in the case of "heinous" crimes. "I have said repeatedly that I think that the death penalty should be applied in very narrow circumstances, for the most egregious of crimes,” Obama said when criticizing a Supreme Court decision that rejected death sentences for child rape.
I wrote this article for POLITICO last year on the prospect of Obama's making his first life-or-death decision in a death penalty case.

 

Il Messaggero.it

Usa, Obama per la prima volta giudice di un’esecuzione capitale

NEW YORK (27 dicembre) - Era il 1997, quando due giovani attaccarono un anziano impiegato di un Parco Nazionale in Arkansas per derubarlo. Lo picchiarono a sangue, e quando lui in ginocchio chiese pietà, uno dei due, Jeffrey Paul, gli sparò alla nuca. Paul fu condannato a morte dal governo federale, poiché l’omicidio era stato compiuto contro un dipendente federale e in un territorio federale. E adesso l’uomo dovrebbe essere giustiziato. A meno che il presidente Obama non la pensi diversamente.
A due anni dal suo ingresso alla Casa Bianca, Obama si trova sul banco di prova su uno dei temi che più dividono l’opinione pubblica americana. Il Dipartimento della Giustizia ha chiesto di fissare la data dell’esecuzione di Paul, e il presidente ha 120 giorni di tempo per studiarne il caso e decidere se essa debba essere portata a compimento. Quando era senatore statale, nell’Illinois, Obama si battè con passione per cambiare la legge di quello Stato, e renderla più sicura e giusta. Allora chiarì varie volte la sua opinione, e cioé che la pena di morte dovrebbe essere utilizzata con «estrema rarità», e solo nei casi in cui la «crudeltà» dell’atto criminale sia stato «di tale eccezionale gravità» che la «società è giustificata nel voler esprimere la propria indignazione nella massima misura». Per esempio, Obama ha espresso la convinzione che sia appropriato giustiziare uomini che abbiano stuprato bambini. Ma è difficile immaginare come valuterà il caso di Paul, considerata la giovane età del criminale all’epoca dell’omicidio. Paul si comportò con crudeltà gratuita, infierendo su una vittima che si era arresa e chiedeva pietà, ma aveva solo 21 anni.
Nel 2010 le esecuzioni negli Usa sono state 46, cioé sono diminuite del 12 per cento. In parte ciò si deve a un semplice problema tecnico, e cioé alla penuria di uno dei tre farmaci usati per l’iniezione letale. Ma bisogna anche contare il fatto che l’opinione pubblica è meno convinta della necessità di ricorrere alla pena capitale: le clamorose vicende di condannati liberati dopo decenni nel braccio della morte hanno spinto molti a preferire l’ergastolo. Difatti nel decennio 2000-2010 c’è stato un calo del 50 per cento delle esecuzioni, rispetto al decennio precedente. In altre parole, la pena di morte rimane popolare in alcune aree del Paese, soprattutto nel sud, ma perde terreno altrove. Non è certo un caso che nelle elezioni di novembre siano stati eletti governatori anti-pena di morte in California, Connecticut, Maryland, Massachusetts, New York, Kansas and Illinois. Ciò vuol dire che un politico che si esprima contro il boia non è più necessariamente condannato alla sconfitta.
L’eventuale esecuzione di Paul sarebbe la prima esecuzione federale dal 2003. Il presidente precedente, George Bush, che da governatore del Texas era stato un accanito sostenitore della pena capitale, aveva dato il via libera a tre esecuzioni federali, ma dopo le prime tre aveva accettato di rimandare tutte le altre in attesa di una revisione del metodo dell’iniezione letale.

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