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21 Gennaio 2011 | PAKISTAN

Pakistan

Roma, la Comunità di Sant'Egidio aderisce alla manifestazione di solidarietà per Aasia Bibi

 
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- COMUNICATO STAMPA -

L'Italia per Asia Bibi:

libertà, giustizia, diritti umani

Manifestazione il 26 gennaio a Roma per la cristiana condannata a morte in Pakistan

Solidarietà da parlamentari, associazioni, mondo cattolico, altre comunità religiose

Libertà e giustizia per Asia Bibi; abolizione o revisione della legge sulla blasfemia in Pakistan; rispetto dei diritti umani fondamentali: è quanto chiedono i parlamentari, il mondo cattolico, altre comunità religiose, la società civile in Italia, annunciando una manifestazione a Roma il 26 gennaio 2011.

Asia Bibi, la donna cristiana 45enne, madre di cinque figli, è la prima donna condannata a morte per il reato di blasfemia in Pakistan. Asia passerà il suo secondo Natale nel carcere di Sheikhupura (nella provincia del Punjab), dove si trova da un anno e mezzo, .

Asia Bibi si è sempre proclamata innocente ed è vittima di una legge che genera abusi, ingiustizie e discriminazioni. La cosiddetta “legge sulla blasfemia” (gli articoli 295b e 295c del Codice Penale del Pakistan) viene continuamente utilizzata per vendette o interessi personali, che nulla hanno a che vedere con l’offesa alla religione. La legge fu promulgata unilateralmente dal generale Zia-ul-Haq nel 1986, e mai approvata da alcun Parlamento. A farne le spese sono stati, in 25 anni, circa 1.000 cittadini pakistani, incriminati e arrestati ingiustamente: fra loro 479 musulmani, 340 ahmadi, 119 cristiani e altri appartenenti a minoranze religiose come indù e sikh. Inoltre ben 33 persone, sotto processo per blasfemia o assolte dalle accuse, sono state vittime di esecuzioni extragiudiziali.

Asia Bibi, come affermano i suoi avvocati, è vittima anche di una indagine “a senso unico”, sfociata in una accusa e in un processo sommario, nel primo grado di giudizio. Il collegio giudicante ha emesso un verdetto condizionato dalle pressioni di quanti hanno voluto punire – avvalendosi di false testimonianze – una donna che aveva solo difeso la sua fede cristiana, in risposta alle aggressioni verbali di alcune compagne di lavoro musulmane, che la chiamavano “impura” perchè cristiana.

Nell’Alta Corte di Lahore, si celebrerà il processo di appello; il ministro per le Minoranze religiose, Shabhaz Bhatti, ha redatto e consegnato al presidente Ali Zardari un rapporto che conferma l’innocenza di Asia Bibi; lo stesso Presidente Zardari si è detto favorevole a concedere la grazia, che è nelle sue prerogative.

In tale contesto esponenti politici di tutti gli schieramenti, il mondo cattolico e altre comunità religiose, associazioni della società civile italiana intendono esprimere piena solidarietà ad Asia Bibi e alla sua famiglia, e sostenere quanti in Pakistan si stanno impegnando per cercare di sanare questa ingiustizia.

Sosteniamo la proposta di revisione della legge sulla blasfemia, già approdata in Parlamento, su iniziativa di Sherry Rehman, parlamentare musulmana del partito di governo e presidente del “Jinnah Institute”.

Auspichiamo il successo dei lavori della speciale Commissione, voluta dal presidente Zardari, composta da leader politici, leader religiosi e rappresentanti della società civile che, sotto la guida del Ministro Bhatti, elaboreranno un progetto globale di revisione della discussa normativa.

Per questo:

- per far giungere ad Asia Bibi e alla sua famiglia tale messaggio di vicinanza e di solidarietà, ribadendo la richiesta di revoca della condanna e immediato rilascio;

- per rimarcare il pieno appoggio a tutte le diverse organizzazioni, cristiane e musulmane, che in Pakistan si stanno impegnando per la abolizione o la revisione della legge sulla blasfemia, per la legalità, per la difesa dei diritti umani;

- per ribadire il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, sanciti dagli art. 18 e 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui il Pakistan è firmatario;

- per chiedere una moratoria immediata di tutte le esecuzioni capitali nel paese

 

L'Italia per Asia Bibi:

libertà, giustizia, diritti umani

Manifestazione in Piazza Montecitorio a Roma,
il 26 gennaio 2010, dalle 11.30 alle 13.30


Il Comitato promotore dell’iniziativa è composto da:
- Associazione Parlamentari Amici del Pakistan
- Associazione di Cooperazione Internazionale Italia-Pakistan (Isiamed)
- Associazione Pakistani cristiani in Italia
- Amnesty International – Sezione Italiana
- Comunità di Sant'Egidio
- TV2000
- Religions for Peace
- Umanitaria Padana Onlus

L’iniziativa è aperta alle più ampie adesioni: si invitano altri enti pubblici e privati, associazioni, organizzazioni, fondazioni, istituti a comunicare ufficialmente la propria adesione e a partecipare alla manifestazione.

Per le adesioni:                        [email protected]

Per informazioni:         

Roma, 23 dicembre 2010

 

                        

 

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