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25 Maggio 2011 | CINA

China

La Corte Suprema chiede ai tribunali una riduzione delle condanne a morte e un uso più esteso della "sospensione biennale"

 
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ANSA

CINA: SUPREMA CORTE CHIEDE SOSPENSIONE PENA MORTE

PECHINO, 25 MAG - La Suprema corte del popolo (Spc) cinese, il piu' alto organo giudiziario, ha chiesto a tutti i tribunali di concedere una sospensione di due anni alle esecuzioni delle pene capitali se queste non siano estremamente necessarie. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina. La Spc, nel suo rapporto annuale sul lavoro dei tribunali cinesi, ha chiesto che la pena di morte venga applicata solo ad un ''piccolo numero di criminali che hanno commesso reati estremamente gravi''. Sotto la politica della ''giustizia temperata con pieta''', sospensioni della pena capitale dovrebbero essere concesse fino a quando la legge lo permette. Nello scorso febbraio la legge criminale e' stata emendata dal legislatore cinese riducendo il numero di reati punibili con la pena di morte a 55 dai 68 previsti, nel primo atto del genere da quando la legge e' entrata in vigore nel 1979. In base alla legge del 2007, tutti i verdetti che riguardano la pena di morte devono essere rivisti e approvati dalla Scp. Da allora, la Corte Suprema ha ribaltato il 10% di tutte le pene di morte comminate.

 

EFE

Tribunal Supremo chino pide a jueces que reduzcan las condenas a muerte

Pekín, 25 may.- El Tribunal Supremo de China, el país que más condenas a muerte dicta en el mundo, pidió a los jueces del país que apliquen la pena capital "sólo a un pequeño número de criminales" y que aumenten las condenas a cadena perpetua, destacó hoy la agencia oficial Xinhua.
En un informe anual sobre la labor de los juzgados en el país, el máximo órgano judicial chino pidió a los magistrados un uso más extendido de las "suspensiones por dos años" en caso de condena a muerte.
Esta figura, utilizada con frecuencia en delitos no de sangre, supone que la ejecución no es aplicada inmediatamente sino que es aplazada por dos años, tiempo en el cual suele conmutarse por cadena perpetua si el reo ha mostrado buena conducta y arrepentimiento.
El Supremo recuerda en su informe que el derecho a la vida es "uno de los más básicos derechos humanos", y apela a la "justicia atemperada con la piedad" a la hora de dictar sentencias.
El pasado mes de febrero, China redujo de 68 a 55 los delitos punibles con pena capital, en un paso más por disminuir el alto número de ejecuciones, uno de los aspectos por los que el régimen comunista recibe más críticas internacionalmente.
Ya antes, en 2007, el Supremo chino recuperó el poder de ratificar las condenas a muerte en tribunales locales y regionales, algo que según los jueces del país ha reducido en un 10 por ciento el número de estas sentencias.
China no publica datos oficiales sobre el número de ejecuciones en el país, pues las considera secreto de Estado, aunque según ONGs de derechos humanos la cifra podría oscilar entre 3.000 y 10.000 anuales, superando la suma del resto de naciones del mundo.

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