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17 Ottobre 2011 | STATI UNITI

USA/Texas

Il caso di Walter Sorto, giovane salvadoregno nel braccio della morte in Texas

 
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Castellano

Walter Alexander Sortoè nato il 10 agosto 1977 in El Salvador. Dal dicembre del 2003 si trova nel braccio della morte di Livingston in Texas, accusato insieme ad altri di un duplice omicidio. Nato e cresciuto in El Salvador, durante la sua infanzia ha lavorato per aiutare la sua famiglia e non ha potuto frequentare la scuola, anche a causa della guerra. A soli 17 anni ha fatto come tanti il suo viaggio verso gli Stati Uniti, attraverso il Messico, a piedi e a cavallo. Ha lavorato per sette anni come muratore e per una ditta di prodotti chimici a Houston. Ha tre figlie. Scrive le sue lettere in uno spagnolo incerto e sta imparando poco a poco l’inglese. La nostra corrispondenza con Walter è iniziata nel 2006. Poco a poco, abbiamo scoperto che Walter negli anni ha intessuto fili di amicizia con persone di ogni parte del mondo (Roma, Reggio Emilia, Bologna, Palermo, Svizzera, Porto Rico, Texas) e di tutti i tipi (cristiani, quaccheri, buddisti, operai, insegnanti, giovani e anziani.)

Così scrive in una delle sue prime lettere: “Sono stato arrestato per un reato che non ho commesso e sono stato punito per qualcosa che non ho fatto…per non essere stato in grado di capire l'inglese, il procuratore di Stato della polizia diede la colpa a me per un omicidio di cui non conoscevano i responsabili. La

 

persona che ha commesso questo omicidio ha già confessato la sua colpevolezza, ma nonostante questo non mi lasciano andare. Io vengo da una famiglia povera, non avevo i fondi per assumere un avvocato,  così che io potessi dimostrare al procuratore di Stato la mia innocenza! … A volte mi sento così solo e depresso che penso che, l'unica cosa che mi rimanga da fare, sia pregare Dio, che mi dia la forza di continuare ad andare avanti. Ho fede in Dio e so che Lui mi aiuterà a tornare con la mia famiglia di nuovo!

Racconta ancora nelle sue lettere:
‘Grazie a Dio le mie figlie sono riuscite a venirmi a trovare e ne sono stato felicissimo. Ora sono grandi. Ho trascorso veramente un bel compleanno perché ho trascorso la giornata con le mie figlie. Era molto tempo che non le vedevo tutte e tre insieme. Per il momento stanno bene e vanno a scuola.’

Due anni fa ha saputo della morte della nonna in El Salvador:
‘Oggi ti racconterò qualcosa che mi sta uccidendo, Amica, tu sai che sempre ti ho parlato della mia nonnina che mi ha cresciuto, che per me è come una madre. Ebbene, ho ricevuto una lettera della mia sorellina Carmen da El Salvador in cui mi dice che lei è già morta. Amica sto quasi impazzendo per una notizia così forte perché io stavo sperando in una sua visita e non sono riuscito a vederla per l’ultima volta. Per me è stata una cosa molto dura, ancora non mi riesco a riprendere anche se cerco di prendere le cose con molta calma per sopportare tutta questa situazione in cui mi trovo, che non è affatto facile, chiedo soltanto a Dio che mi dia la forza per andare avanti’

 

Ci scrive anche della vita terribile nel braccio della morte:
‘Cambiando discorso, qui le cose sono difficili amica, ci hanno rifiutato la petizione sul veleno che ci iniettano quando eseguono una persona, qui hanno iniziato a dare molte date in questo momento ci sono già circa 14 persone con la data  e nel corso dell’anno ne daranno molte di più, insomma da come la vedo io la cosa è ogni giorno più difficile per noi che stiamo qui.’

E chiede aiuto:

Vorrei sapere dell’aiuto a cui hai fatto cenno nelle tue lettere. Potresti ancora ottenere l’aiuto di cui mi parlavi? Davvero ho bisogno di tutto l’aiuto possibile nella mia situazione!”

‘amica, credo e ho fiducia in te che troverai un modo per aiutarmi; tuttavia, a volte non posso fare a meno di essere depresso. Vedo le persone che vengono prese per andare ad essere giustiziate e spero con tutto il mio cuore che io non sarò mai il prossimo a dover andare. Per favore, fammi sapere in modo chiaro cosa riesci a fare per salvarmi la vita.’

E in un’altra lettera:
‘Si, amico mio, la mia depressione viene dal fatto che non so che cosa succederà al mio caso. Intendo dire che è difficile accettare che potrebbero giustiziarmi per qualcosa che non ho commesso. Non voglio morire, amico mio. No, non voglio morire sapendo, nel profondo del cuore, che sono innocente di questo crimine. Questo è il motivo per cui il tuo aiuto e quello dei tuoi amici è così importante, proprio ora che ancora c’è tempo per combattere.’….

www.savewaltersorto.com

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