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8 Novembre 2012 | STATI UNITI

La storia di Anthony Farina

 
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L'Italia concede la cittadinanza ad un uomo condannato a morte in Florida, USA, per un omicidio che non ha commesso.
Nessuno Tocchi Caino, la Comunità di Sant'Egidio, l'associazione umanitaria britannica Reprieve e gli avvocati americani Marie-Louise Parmer e Maria Deliberato stanno assistendo Anthony Farina, che ha doppia nazionalità: statunitense e italiana, e che è stato condannato a morte per un omicidio che non ha commesso.
La cittadinanza italiana gli è stata ufficialmente concessa il 2 novembre 2012 e il Governo italiano gli ha espresso il suo pieno sostegno.
Anthony non era certo un uomo integerrimo, tuttavia non ha mai ucciso o ferito nessuno. Aveva solo 18 anni al tempo del delitto. Nel 1992, Anthony, che allora era appena diciottenne, e suo fratello Jeffrey, che di anni invece ne aveva 16, organizzarono una rapina in un ristorante a Daytona Beach, in Florida. Nella concitazione di quegli attimi, Jeffrey sparò a tre commessi del locale pubblico e ne pugnalò un quarto. Uno dei feriti morì più tardi in ospedale.
Anthony non ferì nessuno - come affermato dai documenti e dalle testimonianze processuali- ma fu comunque condannato a morte insieme a suo fratello.
Suo fratello beneficiò in seguito della riduzione della pena in ergastolo. Otto anni dopo, infatti, una modifica alla legge sulla pena di morte comminata a minori negli Stati Uniti ebbe l'effetto di ridurre la sentenza capitale di Jeffrey al carcere a vita, con possibilità di passaggio a 25 anni di libertà condizionale.
Questo voleva dire che Jeffrey nel 2017 avrebbe avuto la possibilità di lasciare il carcere, benché fosse stato l'autore materiale dell'omicidio. Anthony, invece, che non aveva neppure preso parte alla sparatoria, rimane tuttora condannato a morte.
Anthony ha quasi esaurito i suoi appelli.
Il caso di Anthony è attualmente in sospeso presso il Tribunale Federale d'Appello dell'11° Circuito. La Corte d'Appello ha concordato la revisione del caso di Anthony per decidere se una nuova giuria dovesse essere in grado di esaminare la contraddizione che caratterizza questo caso, il fatto, vale a dire, che il reale assassino ha ricevuto l'ergastolo, mentre su colui che non ha ucciso nessuno grava una sentenza capitale.
La stessa Corte dovrà anche giudicare se il procuratore abbia agito in maniera illegittima, allorché si avvalse dell'uso della Bibbia per affermare di "agire per conto di Dio" e indusse la giuria a confermare la sua richiesta di condanna a morte.
Se i tribunali respingessero i suoi ultimi appelli, ad Anthony non rimarrebbe altro che rivolgersi al Governatore della Florida per implorare la clemenza. L'ultima volta questa venne concessa era il 1983. Così Anthony potrebbe con buona probabilità essere messo a morte.
L'Italia guida la lotta contro la pena di morte.
 

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