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19 Dicembre 2012 | ITALIA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo a cura dell'associazione Paul Rougeau: "LUCI E TESTIMONIANZE PER CELEBRARE I 10 ANNI DI “CITTÀ PER LA VITA”

 
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LUCI E TESTIMONIANZE PER CELEBRARE I 10 ANNI DI “CITTÀ PER LA VITA”

“Città per la Vita”, la manifestazione abolizionista internazionale promossa dalla Comunità di Sant’Egidio a partire dal 2002, il 30 novembre di quest’anno ha toccato 1600 città: un record.

Il 27 novembre la Comunità di Sant’Egidio, col sostegno della Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte, ha aperto ufficialmente la manifestazione abolizionista “Città per la Vita” (Cities for Life, per un mondo senza la pena di morte), culminata il 30 novembre, non solo a Roma e in Italia, ma in quasi 1600 città in molte decine di nazioni in varie parti del mondo, un numero record.
Il giorno 27 la Comunità di Sant’Egidio ha ospitato a Roma il VII Congresso Internazionale dei Ministri della Giustizia "For a world without the death penalty" (Per un mondo senza pena di morte), a cui hanno preso parte esponenti delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, nonché Mini¬stri della Giustizia, personaggi politici, giuristi, esperti, provenienti da 20 paesi. Particolarmente si¬gnificative sono state le testimonianze degli inviati dello Zimbabwe e della Repubblica Centrafri¬cana, della Mongolia, del Nicaragua, del Mozambico e della Tanzania.
Ha preso la parola, come lo scorso anno, anche la Ministra della Giustizia italiana Paola Severino, In un impegnativo intervento, la Severino ha analizzato le ragioni etiche e pratiche dell’abolizione, ha ricordato l’azione del nostro paese per ottenere, in dicembre, la quarta Risoluzione per la Mora¬toria universale delle esecuzioni da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha assicu¬rato la prosecuzione del proprio impegno abolizionista dopo che si sarà conclusa la sua esperienza governativa ed ha infine portato il saluto e l’adesione del Presidente della Repubblica Napolitano.
Ospite d’onore è stato Curtis McCarty, esonerato dal braccio della morte dell’Oklahoma dopo 22 anni di reclusione, che ha parlato della sua allucinante vicenda e testimoniato il suo percorso di fede.
L’Ambasciatrice Laurence Argimon-Pistre, parlando per conto dell’Unione Europea, ha prean¬nunciato uno stanziamento di diversi milioni di dollari nel 2013 per sostenere le attività tendenti all’abolizione della pena di morte.
Nel corso del Congresso sono stati sottolineati quattro argomenti cardine a favore dell’abolizione.
Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, ha dichiarato che la pena di morte è moralmente corrosiva. “Quando lo stato uccide nel nome dell’intera comunità, abbassa la comunità al livello degli assassini”.
George Kain, commissario di polizia del Connecticut, ha affermato che la pena di morte non co¬stituisce un deterrente alla criminalità e non garantisce maggiore sicurezza alla società.
Ancora Marazziti ha dimostrato, cifre alla mano, che la pena di morte viene applicata in modo di-scriminatorio verso i poveri e le minoranze, condensando in questo modo i pregiudizi della società.
Infine: la pena di morte è inaccettabile perché è una punizione irrevocabile e definitiva messa in atto da un sistema legale che invece è fallibile, che può commettere errori e che di fatto ne com¬mette.
A partire dal 29 novembre, sempre nell’ambito di “Città per la Vita”, sono stati lanciati in tutto il mondo, come negli anni scorsi, messaggi abolizionisti tramite pubblici dibattiti, manifestazioni, te¬stimonianze, spettacoli teatrali o semplicemente mediante segnali di luce. L’illuminazione notturna del monumento simbolo di 600 delle città partecipanti è cominciata da Roma il 29 novembre con la spettacolare illuminazione del Colosseo, che quest’anno ha in particolare voluto ricordare l’abolizione della pena di morte nel Connecticut, che porta a 17 il numero degli stati USA abolizionisti.
Uno spettacolo di pace si è svolto davanti al Colosseo. Max Giusti ha condotto la serata. Vi sono stati cori Gospel. Gigi Proietti ha recitato famosi brani di Dostojevskij e di Victor Hugo contro la pena di morte. Nel corso della serata, vi sono state le testimonianze drammatiche di Shujaa Graham e di Fernando Bermudez, condannati innocenti per omicidi mai commessi negli Stati Uniti, del fon¬datore della Coalizione del Texas per l’Abolizione della Pena di Morte, David Atwood, e di Tamara Chikunova, madre di un “giustiziato”, valorosa fondatrice in Uzbekistan dell’associazione “Madri contro la Pena di Morte e la Tortura”.

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