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12 Dicembre 2014

A Jakarta cinque condannati a morte rischiano l'esecuzione nel mese di dicembre 2014

L’esecuzione è in attesa di un ordine scritto del Procuratore HM Prasetyo. La Comunità di Sant'Egidio auspica un ripensamento da parte delle autorità

pena di morte, Indonesia
 
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“L’esecuzione avverrà in questo mese di Dicembre. Verranno fucilati sicuramente, ma rimaniamo in attesa di una lettera del Procuratore generale” così si è espresso il Ministro del Coordinamento Politico- Giuridico e della Sicurezza H.E. Tedjo Edhi Purdijatno al Palazzo Presidenziale a Jakarta, giovedi ( 4/12/2014)

Tedjo ha dichiarato che non si conoscono ancora in nomi dei 5 condannati. Ma ha rivelato unicamente che tra i cinque nominativi, vi sono cittadini indonesiani ed anche qualcuno di cittadinanza straniera.

In questo momento, ha dichiarato il Ministro, che ci sono 64 casi di condanna a morte. Eppure, aggiunge, solo per 5 di loro si è raggiunto il verdetto di condanna per cui il tribunale può disporre l’esecuzione.

L’esecuzione di questi narcotrafficanti è stata voluta per dare maggior impulso al raggiungimento dell’obiettivo “Indonesia senza droga 2015”. Ma l’esecuzione dei trafficanti, verrà praticata anche per evitare il traffico di droga all’interno delle carceri.

“Questo non è l’ordine del Presidente ( Joko Widodo ). Ma il Presidente ha chiesto all’apparato competente di proseguire nell’applicazione della legge in maniera coerente. Quindi ciò che viene dichiarato dalla legge, verrà applicato dallo Stato”: ha aggiunto.

L’esecuzione della Pena Capitale ha sempre raccolto opinioni favorevoli e non. C’è una parte favorevole all’abolizione della pena di morte che ha definito tale azione strumentalizzata politicamente del precedente Presidente Susilo Bambang Yudhoyono.

Ci sono anche altre motivazioni che definiscono la pena capitale lontana dal senso di giustizia ed umanità, perché i condannati ricevono una condanna doppia; sicuramente per la prigione, la tortura psichica, il non sapere quando sarà eseguito e l’esecuzione stessa.

Eppure c’è chi sostiene la pena capitale, in particolar modo per traffico di droga, per il bene del Paese.