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10 Gennaio 2015 | INDONESIA

Mons. Ignatius Suhario: "l’Indonesia nell’applicazione della pena capitale è rimasta indietro"

L’Arcivescovo indonesiano di Jakarta contro la Pena di Morte

Nel giorno di Natale la voce della chiesa indonesiana si aggiunge al fronte abolizionista

pena di morte, Indonesia
 
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Il presidente Joko Widodo detto Jokowi ha affermato che non concederà il perdono ai trafficanti di droga. Jokowi ha inoltre dichiarato che non concederà la grazia alle decine di condannati a morte coinvolti per lo stesso reato.

Si differenzia da questa posizione l’arcivescovo di Jakarta Ignatius Suhario. Secondo Mons. Ignatius nell’insegnamento della Chiesa non è presente la condanna a morte. Nel corso di una conferenza stampa tenuta presso la cattedrale di Jakarta proprio il giorno di Natale, l'arcivescovo ha affermato: “ Io credo, che nell’insegnamento della Chiesa non è concepita la pena capitale. Non c’è nessuno che abbia diritto sulla

Mons. Ignatius non ha negato che vi siano molti di paesi che applicano la pena di morte, ma a suo parere, ha così aggiunto: "ogni paese che abbia nel suo ordinamento la pena capitale, ha delle proprie regole selettive. E in ogni caso l’Indonesia nell’applicazione della pena capitale è rimasta indietro". Ha poi proseguito nella sua dichiarazione affermando che "anche secondo gli avvocati della difesa, gli interrogatori così come effettuati nel presente sistema giuridico, non sono così evoluti, sono infatti ancora presenti le torture. Questo non è giusto. Inoltre se si vuole creare un deterrente al crimine non si può adottare l’esecuzione capitale” ha così chiarito. L’Arcivescovo Ignatius Suhario ha poi proseguito sostenendo che il governo dovrebbe rivedere l'impatto dell'applicazione della pena di morte. Secondo l’arcivescovo non c’è garanzia che nell’applicazione della pena capitale si limiti il livello della criminalità: “Quello che vorrei dire, è che la stessa condanna commisurata al reato commesso non risolve il problema. La pena capitale non diminuisce il livello di criminalità. La teoria che la pena capitale sia un deterrente non è mai stata provata” .

Il governo ha affermato che eseguirà 5 delle 64 condanne a morte per casi di droga, tutte persone a cui è stata negata clemenza, che hanno ricevuto la condanna dal verdetto, che di per sé ha già un valore legale permanente. Il Presidente ha incaricato i funzionari di svolgere il processo legale correttamente. Il ministro Tejo Edy Purdjianto presso l'Ufficio presidenziale di Jakarta, ha dichiarato che il Presidente Jokowi vuole mantenere la sua promessa che il governo sarà fermo nell'applicazione della legge. Per quanto riguarda il numero di condannati a morte, secondo il Ministro Tejo ha confermato che sono presenti 64 condannati a morte, sia indonesiani che stranieri, ma che la condanna è giuridicamente vincolante per 5 condannati e che l'esecuzione è in attesa di una lettera del procuratore generale e la firma del presidente.  

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