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7 Aprile 2017 | STATI UNITI

La lotta e le speranze di fermare le esecuzioni in Arkansas

Anche alcune ex guardie carcerarie hanno scritto al governatore, preoccupate per i pesantissimi effetti psicologici sui loro colleghi

 
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L'Arkansas si prepara a giustiziare otto condannati a morte in 11 giorni, dal 17 al 27 aprile, eseguendo due persone alla volta. Da dodici anni non si registravano esecuzioni in Arkansas. La fretta del governatore repubblicano Asa Hutchinson si spiega con il fatto che  le scorte di midazolam, l'anestetico utilizzato nelle iniezioni, scadranno alla fine del mese. La maggior parte degli stati americani ha, in realtà, abbandonato da 20 anni la pratica di esecuzioni multiple nello stesso giorno o in tempi ravvicinati per i problemi che esse provocano sui detenuti, le famiglie delle vittime e il personale delle carceri.

Per uno dei condannati, Jason McGehee, l' Arkansas Parole Board ha già raccomandato la grazia, che tuttavia il governatore Hutchinson non è obbligato a concedere. Il 6 aprile il giudice Price Marshall ha bloccato l'esecuzione capitale Jason McGehee. Ora sono 7 i condannati che hanno presentato appello alla corte federale chiedendo una sospensione e sostenendo che la fretta dell'Arkansas è irresponsabile e incostituzionale e impedisce loro la presentazione di domande di grazia adeguatamente preparate. 

Intanto le Associazioni abolizioniste si sono organizzate con appelli per fermare le esecuzioni, che stanno raccogliendo consensi in tante parti del mondo. Anche la Comunità di sant'Egidio, che si raccomanda di firmare l'appello on-line nodeathpenalty.santegidio.org

Sebbene l'Arkansas sia uno stato decisamente favorevole alla pena di morte, qualche spiraglio di speranza viene dalla crescente opposizione ad esecuzioni  tanto ravvicinate. Molti sottolineano il rischio che esecuzioni multiple aumentino la probabilità di commettere errori causando sofferenze atroci ai condannati. Anche alcune ex guardie carcerarie hanno scritto al governatore, preoccupate per i pesantissimi effetti psicologici sui loro colleghi. Infine, sembra molto difficile trovare per ogni esecuzione i sei testimoni civili che la legge richiede. Qualsiasi ritardo o rinvio delle esecuzioni sarebbe un'ottima notizia, perché per molto tempo l'Arkansas non avrebbe la possibilità di procurarsi altre dosi di midazolam. Si imporrebbe quindi, di fatto, una lunga moratoria.

www.santegidio.org/Chiediamo-che-non-vengano-eseguite-le-condanne-a-morte-in-Arkansas-INVIA-L-APPELLO.

 
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