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La Stampa

3 Dicembre 2014

Domani prevista l’esecuzione

Pena di morte per un malato di mente. E l’America si interroga

Scott Panetti è stato diagnosticato schizofrenico quando aveva vent’anni, ma questo non è bastato ad impedire la sua condanna a morte

Comunità di Sant'Egidio, pena di morte, appello urgente, Scott Panetti
 
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Scott Panetti è stato diagnosticato schizofrenico quando aveva vent’anni, ma questo non è bastato ad impedire la sua condanna a morte per l’omicidio dei suoceri. Domani prevista l’esecuzione. Venerdì scorso l’Onu ha approvato una nuova moratoria delle esecuzioni, proprio per consentire di riflettere su casi come questo.

 

Il 3 dicembre il Texas giustizierà un malato mentale. Scott Panetti è stato diagnosticato schizofrenico quando aveva venti anni, ma questo non è bastato ad impedire la sua condanna a morte per l’omicidio dei suoceri. Ora Panetti ha 56 anni, le sue condizioni si sono aggravate, secondo gli avvocati non è in grado di capire cosa gli sta per succedere, ma verrà comunque messo a morte.
Il crimine commesso da Scott non è in discussione: lui è il colpevole. Però è altrettanto fuori discussione che sia malato. Durante il processo aveva preteso di difendersi da solo. Si era presentato in aula vestito da cowboy, e aveva chiesto di chiamare sul banco dei testimoni John Kennedy e Gesù Cristo. Era stato condannato a morte.

Nel 2007 il suo caso era finito davanti alla Corte Suprema, e il massimo tribunale americano aveva stabilito che per giustiziare un condannato non era sufficiente che capisse si essere destinato all’esecuzione. Era necessario che avesse una «comprensione razionale» delle ragioni per cui lo Stato intendeva ucciderlo. La Corte però non aveva annullato la condanna: si era limitata a rimandarla al tribunale locale, affinché la riesaminasse. I giudici del Texas lo avevano fatto, ma usando un cavillo avevano confermato l’intenzione di giustiziare Panetti.

Da allora in poi le sue condizioni sono peggiorate: ora è convinto che verrà ucciso non solo per l’omicidio dei suoceri, ma per «una guerra spirituale fra le forze delle tenebre e Dio, e gli angeli e le forze della luce». Non imbroglia, è davvero severamente malato di mente, ma dal 2007 ad oggi nessun medico lo ha più esaminato. Venerdì scorso l’Onu ha approvato una nuova moratoria delle esecuzioni, proprio per consentire di riflettere su casi come questo. Il Texas però non ha tempo da perdere, e il 3 dicembre vuole giustiziare un malato mentale.  

Paolo Mastrolilli
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