Chiediamo clemenza per James Broadnax, innocente, esecuzione prevista per il 30/4/2026 in Texas

Condannato: James Garfield Broadnax
Data esecuzione: 30 Aprile 2026
Luogo esecuzione: Texas

Lo Stato del Texas ha fissato la data dell’esecuzione di James Broadnax per il 30 aprile alle ore 18:00.

James ha trascorso 20 anni nel braccio della morte nella Polunski Unit in Texas per un crimine che non ha commesso.  Tutto il caso si basa su una confessione fatta da James sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti e mentre era affetto da disturbi mentali. La giuria era composta da 11 bianchi e un nero, infine il test del DNA non ha dato esito di colpevolezza.

James Broadnax aveva 20 anni quando è stato condannato a morte e 19 al momento del crimine, proveniva da un’adolescenza in cui è stato vittima di abusi. Oggi non è più il ragazzo confuso di un tempo, diventato un uomo nei lunghi anni di detenzione ha ricevuto riconoscimenti significativi ed è stato scelto per fare da mentore ad altri detenuti più giovani.

La moglie di James Tiana ci chiede di firmare le petizioni e ci scrive:Continuerò a riferire, a mostrare prove, a dimostrare e a dire la verità. Quindi, per favore, aiutateci. James continuerà a lottare per la sua vita. Lui percepisce l’amore. Apprezza tutto quello che fate per lui. Vi ama moltissimo. Vi chiede di lottare per lui e per la sua vita. Grazie per tutto quello che fate per noi. Prego solo che James torni a casa. Che io non debba seppellirlo. Che io non debba mai piangerlo prima del tempo. Grazie“.

Con la Comunità di Sant’Egidio e tutti coloro che hanno accompagnato James in questi anni lanciamo un appello perché sia salva la sua vita.  Chiediamo clemenza per James Broadnax, mentre preghiamo che la sua vita venga risparmiata.

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James Broadnax, 38 anni, afroamericano, si trova nel braccio della morte in Texas a seguito di una condanna per un duplice omicidio commesso nel 2008, quando James aveva 19 anni, collegato a una rapina a Garland, in Texas. Sono stati sollevati dubbi sul rispetto dei fondamentali standard di equità richiesti in un caso in cui viene comminata la pena di morte, sulla modalità di selezione della giuria, le modalità di acquisizione della deposizione di James e  sulle prove che hanno portato alla condanna capitale.

Le modalità di selezione della giuria. Sembra che nella selezione della giuria siano stati rimossi i giurati neri in modo sproporzionato: 1 nero contro 11 bianchi. Secondo la legge statunitense, i pubblici ministeri non sono autorizzati a escludere i giurati a causa della loro razza. Quando ciò accade, si mina la fiducia che il verdetto sia stato raggiunto da una giuria equa e imparziale. L’avvocato difensore ha sollevato obiezioni. Il Tribunale ha accolto la richiesta ordinando la reintegrazione di almeno un membro nero della giuria, confermando però di fatto la discriminazione razziale nella selezione della giuria. 

Una confessione contestata. L’accusa si è basata sulle dichiarazioni rilasciate dal giovane Broadnax durante un interrogatorio ottenuto poco dopo l’arresto, quindi prima che egli fosse stabilizzato psichiatricamente, sottoposto a terapia farmacologica e/o a misure preventive per il suicidio. All’epoca, stava attraversando un periodo di grave disagio mentale, era sotto l’effetto di PCP- fenciclidina, potente droga dissociativa e allucinogena e informò le guardie carcerarie di avere tendenze suicide, allucinazioni e di udire strani rumori. La confessione fu considerata attendibile malgrado la documentata malattia mentale di Broadnax e la sua giovane età.  Sebbene la sola malattia mentale non renda automaticamente invalida una confessione, essa rappresenta un fattore critico nella valutazione, in particolare in un caso di pena capitale in cui la Costituzione richiede una maggiore affidabilità.

La giovane età. Broadnax aveva diciannove anni al momento dell’interrogatorio. La giovane età è un fattore importante per il riconoscimento di uno stato di fragilità, soprattutto se associato a malattia mentale e all’uso di sostanze. I giovani detenuti sono spesso meno in grado di valutare le conseguenze delle loro dichiarazioni e più suscettibili alle pressioni, con rischio di narrazioni poco affidabili, motivate più dal disagio che da ricordi veri.

Le prove del DNA non supportano la tesi dell’accusa. Il test del DNA forense in questo caso ha comportato un’analisi approfondita dell’arma da fuoco, degli indumenti della vittima e di altri oggetti, utilizzando la tipizzazione del DNA. I risultati hanno escluso James Broadnax dalle prove probatorie, sia dall’impugnatura destra dell’arma da fuoco che del grilletto, ed è stato escluso anche dalle tasche e dagli indumenti della vittima. L’unico caso in cui James Broadnax non è stato escluso riguarda un campione di DNA misto di bassa concentrazione su una scarpa, ma non offre indicazioni su quando o come il DNA fosse stato depositato. Nel complesso, la prova del DNA non colloca James Broadnax in possesso dell’arma o in interazione fisica diretta con la vittima durante il crimine, ma anzi indebolisce la sentenza di colpevolezza escludendolo dalle prove forensi più importanti.

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