Our Commitment

L’abolizione della pena di morte è uno dei terreni di impegno globale della Comunità di Sant’egidio. Estrema sintesi delle violazioni dei diritti umani, la pena di morte rappresenta una forma di tortura, contraddice una visione riabilitativa della giustizia, legittima la violenza e la perpetua e, spesso si fa strumento per colpire minoranze politiche, etniche o religiose. Inoltre, quando uno Stato uccide in nome della legge, abbassa il livello del suo sistema legislativo al livello di chi uccide.

Le ragioni per abolire la pena di morte LA PENA DI MORTE VA ABOLITA

Il nostro è un lavoro che parte dalle carceri e dai bracci della morte, dalle persone che vivono il dramma della pena di morte. Da molti anni abbiamo creato una rete umana di relazioni, visite e corrispondenze con tanti prigionieri, cercando di non dimenticare nessuno e di accompagnare le loro esistenze difficili. Seguendo i loro casi è emersa una verità scomoda: gli errori giudiziari, esito di processi sommari o di difese superficiali.

Per contribuire all’avanzamento progressivo del numero dei paesi favorevoli al rifiuto della pena di morte come mezzo di giustizia, abbiamo elaborato nuove strategie:

– La realizzazione di Congressi, che vedono la presenza di Ministri della Giustizia e alte cariche degli Stati con competenze in materia giudiziaria, provenienti sia da paesi che ancora mantengono de jure o de facto la pena di morte, sia da paesi abolizionisti. Questi incontri costituiscono uno spazio di confronto, un laboratorio di dialogo in chiave abolizionista, per coinvolgere i paesi in un lavoro comune per una giustizia più umana. Offrono sostegno e strumenti giuridici a quegli Stati che stanno intraprendendo un percorso verso sospensione o l’abolizione della pena di morte, e le indicazioni necessarie circa le modalità di riforma della costituzione e del codice penale. Consentono di orientare i paesi in vista della votazione biennale all’ONU sulle risoluzioni per la moratoria delle esecuzioni, ratificata per la prima volta dall’Assemblea Generale il 18 dicembre 2007 con la storica Risoluzione 62/149, che vede un progressivo aumento dei voti favorevoli. Permettono di individuare strategie per una gestione più umana delle carceri e per una esecuzione penale che oltre alle misure limitative della libertà personale preveda la promozione di percorsi di recupero e reinserimento. (Link Congressi) (Link Dossier)

– Il coinvolgimento delle città e la creazione del Movimento “Città per la Vita, Città contro la Pena di Morte” che anche grazie alle voci di tanti testimoni (ex condannati del braccio della morte, familiari di vittime che rifiutano la vendetta di stato, avvocati), ha raggiunto migliaia di persone, rendendo evidente come la pena capitale sia un atto di violenza inaccettabile. Centinaia di incontri con studenti e cittadini nelle grandi capitali europee e nei piccoli municipi di provincia, che hanno commosso e persuaso anche chi pensava alla pena capitale come qualcosa di giusto. (Città per la vita)

– Gli appelli: sono di petizioni rivolte ai Governatori o ai diversi organi competenti che possono aiutare a ottenere la commutazione della pena o la revisione del caso. Diffusi attraverso i social questi appelli raggiungono decide di migliaia di persone, che li diffondono a loro volta. Grazie agli appelli diverse esecuzioni sono state sospese permanentemente. Appelli

Si tratta di un impegno condiviso con i tanti che nel mondo si battono contro la pena capitale, come le Associazioni aderenti alla World Coalition Against the Death Penalty, o uomini e donne con responsabilità di governo che scelgono eticamente di sostenere questa battaglia anche quando non crea immediatamente consenso.

Perché “non c’è giustizia senza la vita”