La Corte Suprema della Florida ha dato voce al dubbio su James Duckett. Aperta la strada per ulteriori accertamenti

- in Città per la Vita

LA CORTE SUPREMA DELLA FLORIDA CON UNA SENTENZA DI 6 CONTRO 1 HA DECISO DI CONFERMARE  LA SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE PER CONSENTIRE ULTERIORI ACCERTAMENTI SUL TEST DEL DNA  DI JAMES DUCKETT

#NoKillingOnDoubt

In Florida il tempo ormai si misura in ore. Per James Duckett, 68 anni, condannato a morte e da sempre dichiaratosi innocente, la scadenza fissata dallo Stato era quella di martedì 31 marzo 2026 alle ore 18:00. Ma a poche ore dall’esecuzione, il punto decisivo resta ancora aperto: le prove del DNA non hanno dato una risposta definitiva. Quindi la Corte Suprema della Florida ha dato voce al dubbio aprendo la strada ad ulteriori accertamenti.

Il 27 febbraio 2026 il governatore DeSantis ha firmato il mandato di esecuzione. Da quel momento, la difesa ha chiesto che venissero finalmente analizzati reperti biologici mai esaminati con le tecnologie più avanzate oggi disponibili. Gli avvocati di Duckett hanno domandato un test SNP, una procedura particolarmente sofisticata, in grado di lavorare anche su campioni minimi, e hanno indicato il laboratorio specializzato Othram, noto proprio per questo tipo di analisi.

Un giudice ha accolto la richiesta di procedere con il test del DNA, ma ha lasciato al Florida Department of Law Enforcement la scelta del laboratorio. I reperti sono stati così inviati a un altro laboratorio del sud della Florida. Il 26 marzo, la Corte Suprema della Florida ha disposto una sospensione dell’esecuzione per consentire il completamento degli esami.

Il giorno successivo, però, è arrivato un risultato che non chiude il caso: gli esiti sono inconcludenti. Gli scienziati hanno individuato DNA maschile, ma non sono riusciti a stabilire a chi appartenga. Ancora più rilevante, il vicedirettore delle scienze forensi del FDLE ha riconosciuto che sarebbero necessari test più avanzati e ha indicato proprio Othram come possibile laboratorio adatto a svolgerli.

Nonostante il parere del loro stesso esperto, le autorità statali hanno chiesto di revocare la sospensione e di procedere con l’esecuzione. Gli avvocati di Duckett hanno replicato chiedendo il permesso di completare ulteriori accertamenti. La Corte Suprema della Florida non si è ancora pronunciata definitivamente rinnovando la sospensione e chiedendo il riesame del DNA con tecnologie più avanzate. 

Il caso di James Duckett si concentra ora tutto in questo nodo: si può mettere a morte un uomo mentre la prova scientifica più importante resta ancora incompleta? Dopo quasi quattro decenni nel braccio della morte, la sua vicenda non riguarda soltanto il passato di un processo, ma anche la responsabilità del presente. Se esistono strumenti per approfondire, ignorarli significa correre il rischio dell’irreparabile.

Per questo, nelle ultime ore, è stato lanciato anche un hashtag semplice e diretto: #NoKillingOnDoubt. Nessuna esecuzione nel dubbio. Nessuna condanna definitiva finché la verità scientifica non sarà stata cercata fino in fondo. Continuiamo a sperare, a pregare e a inviare appelli a #RonDeSantis

FIRMA L’APPELLO

Il caso di James Duckett non riguarda solo un uomo e il suo destino, ma il senso stesso della giustizia. Se il DNA non offre ancora una risposta chiara, è l’unico modo per evitare che il dubbio venga sepolto insieme alla verità.