Min Aung Hlaing, da pochi giorni presidente civile, annuncia il provvedimento in occasione del Capodanno birmano. Tra i beneficiari anche l’ex presidente Win Myint. Ridotta la pena di Aung San Suu Kyi.
Il Myanmar ha commutato tutte le condanne a morte in ergastolo. Ad annunciarlo è stato Min Aung Hlaing, in uno dei primi atti ufficiali dall’inizio del suo mandato come presidente civile — carica assunta la scorsa settimana, cinque anni dopo il colpo di Stato con cui aveva preso il potere.
Il decreto è stato emanato in occasione del Thingyan, il Capodanno birmano, durante il quale è tradizione concedere grazie e amnistie. Contestualmente, l’ufficio presidenziale ha disposto la liberazione di altri 4.335 detenuti, secondo quanto reso noto dall’emittente statale Mrtv.
Tra i beneficiari del provvedimento figura l’ex presidente Win Myint, in carcere dal 1° febbraio 2021, giorno del golpe. La pena della leader democratica Aung San Suu Kyi — premio Nobel per la pace nel 1991, arrestata insieme a Win Myint — è stata invece ridotta.
Stando alle prime informazioni diffuse da fonti locali e riprese dalla stampa internazionale, le commutazioni interessano persone condannate negli ultimi anni, tra cui alcuni oppositori politici e attivisti. Il numero esatto dei condannati a morte coinvolti non è stato ancora comunicato ufficialmente. Diversi osservatori leggono il gesto come un segnale di apertura verso la comunità internazionale.