Alabama, il 5 novembre l’esecuzione di Michael Taylor. Il suo messaggio a Sant’Egidio: “Grazie per le vostre preghiere e il vostro sostegno”

- in Città per la Vita

«Voglio che sappiate che avete tutta la mia sincera gratitudine. Siamo connessi, siamo fratelli e sorelle, non importa da dove veniamo». Sono alcune delle parole che Michael Taylor, detenuto nel braccio della morte in Alabama dal 1993, ha scritto alla Comunità di Sant’Egidio a pochi giorni dalla sua esecuzione, fissata per giovedì 5 novembre 2026.

Michael, che compirà 56 anni a novembre, ha voluto ringraziare quanti si stanno mobilitando per salvargli la vita attraverso una petizione rivolta al Governatore dell’Alabama, chiedendo un atto di clemenza.

«Sono venuto a conoscenza della vostra comunità più di vent’anni fa. Conoscevo una persona che vi prestava servizio come volontaria e mi ha raccontato tutte le cose meravigliose che realizzate. Sono diventato subito un vostro sostenitore, perché ponete l’accento sull’aiuto ai poveri e alle persone meno fortunate», scrive Michael nel suo messaggio.

«So che avete avviato una petizione per me. Mi trovo nel braccio della morte in Alabama dal 1993 e ora è stata fissata la data della mia esecuzione per giovedì prossimo, 5 novembre. Voglio che sappiate che avete tutta la mia sincera gratitudine».

Nel suo messaggio Michael racconta anche il percorso di fede maturato durante la detenzione. Il 10 luglio 2025 ha ricevuto il battesimo nella Chiesa battista, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua vita. «Non temo ciò che potrebbe accadere la prossima settimana», scrive, spiegando di aver scoperto un nuovo senso di appartenenza e fraternità: «Ora vedo il mondo come un insieme di persone salvate, che formano una comunità – proprio come la vostra – e non importa da dove veniamo: siamo connessi, siamo fratelli e sorelle».

Michael conclude il suo messaggio con un invito a continuare l’impegno accanto ai più fragili: «Vi chiedo di continuare il buon lavoro che state svolgendo, raggiungendo e aiutando quante più persone possibile: poveri e persone meno fortunate. Grazie di cuore per le vostre preghiere, per i vostri auguri e per il vostro sostegno. Che Dio vi benedica tutti».

Condannato per un crimine commesso e confessato nel 1991, Michael ha trascorso oltre trent’anni nel braccio della morte. In tutto questo tempo la sua famiglia non lo ha mai abbandonato. Dal 2022 ha iniziato anche una corrispondenza con Chiara, volontaria della Comunità di Sant’Egidio, costruendo un rapporto di amicizia epistolare che è proseguito con continuità negli anni.

Il 23 marzo scorso lo Stato dell’Alabama ha chiesto di fissare la data dell’esecuzione per Michael e per Jeffery Lee, anch’egli condannato a morte. Lee è stato giustiziato il 17 settembre mediante iniezione letale. Ora anche la vita di Michael è in pericolo.

Mancano soltanto pochi giorni al 5 novembre. La Comunità di Sant’Egidio rivolge un appello urgente al Governatore dell’Alabama affinché conceda clemenza a Michael Taylor, fermando l’esecuzione e consentendogli di trascorrere il resto della sua vita in carcere.

La gravità del crimine commesso non cancella la dignità della persona e nessuna giustizia ha bisogno di un’altra morte. È ancora possibile scegliere una strada diversa, che non aggiunga altra violenza alla violenza.

Firma anche tu l’appello per salvare la vita di Michael Taylor. Ogni firma può contribuire a chiedere che la sua condanna a morte non venga eseguita.

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